Baby prostitute: Pezzopane (PD) lettera aperta a giornaliste, non mortifichiamo le ragazze

“Sul caso delle cosiddette ‘baby prostitute’, brutta ed errata terminologia, rivolgo un accorato appello a tutte le giornaliste delle testate italiane. Alcune di voi sono già impegnate in questa operazione verita’, ma facciamolo tutte e di piu’, ciascuna nel proprio ambito, facciamo quanto in nostro potere per evitare che prosegua questa volgare operazione voyeuristica ai […]

“Sul caso delle cosiddette ‘baby prostitute’, brutta ed errata terminologia, rivolgo un accorato appello a tutte le giornaliste delle testate italiane. Alcune di voi sono già impegnate in questa operazione verita’, ma facciamolo tutte e di piu’, ciascuna nel proprio ambito, facciamo quanto in nostro potere per evitare che prosegua questa volgare operazione voyeuristica ai danni di due ragazze minorenni, finalizzata al solo scopo di attirare morbosamente lettori e spettatori”. Lo scrive la senatrice del Pd Stefania Pezzopane in una lettera aperta.
“Come ha denunciato il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino – prosegue Stefania Pezzopane- se, da un lato, la divulgazione delle trascrizioni delle telefonate delle due ragazze e dei particolari scabrosi e piccanti delle loro relazioni con gli sfruttatori, con i clienti e con i genitori niente aggiunge alla terribile notizia della prostituzione minorile, d’altro lato non può che essere lesiva della dignità e del diritto alla privacy di due minorenni. Ancora una volta si fa audience con il corpo delle donne, nella fattispecie delle bambine, in una campagna mediatica da cui difficilmente si può uscire integre e dopo la quale è di certo assai faticoso ricominciare una vita normale. Ma c’è di più. Ciò che più ci preoccupa riguarda la costruzione mediatica di questa storia. Il racconto costruito da molti media è incentrato sulle due ragazzine, sulle loro motivazioni e colpe e su quelle delle loro madri. Mentre l’attenzione andrebbe spostata sulle terribili responsabilità dei maschi adulti in questa vicenda: lo/gli sfruttatori, i clienti, gli orchi maggiorenni e facoltosi. Perché la società non si interroga sulle ragioni che spingono uomini, spesso padri di altre adolescenti, a comprare sesso da ragazze minorenni? E anche: come donne e come madri, cosa siamo in grado di fare perché cessi questa seconda speculazione sul corpo delle nostre figlie e per metterle in salvo da tutto questo? Io credo che la parola chiave sia responsabilità, e che sia venuto il momento che gli adulti esercitino una responsabilità nei confronti dei bambini e dei ragazzi. Per questo chiedo umilmente un intervento alle donne impegnate nei media e nella politica. Anche in vicende come queste – conclude Pezzopane – le donne, le ragazze, le bambine non possono essere private della dignità”.