La spettacolare e brillante Cometa Ison, la Ladyhawke dei cieli, in un’esplosione di gas e polveri multicolore, è in rapido avvicinamento al Sole

Liberate i mastini della Scienza! Che l’esplorazione abbia inizio! Il momento tanto agognato sta per arrivare. Cinque affascinanti comete sui cieli della Terra salutano la festa di Cristo Re dell’Universo (Domenica 24 Novembre 2013) e il Santo Natale. Oltre alla famosa C/2012 ISON, sono visibili altri quattro astri chiomati sui cieli della Terra, alla debita […]

Liberate i mastini della Scienza! Che l’esplorazione abbia inizio! Il momento tanto agognato sta per arrivare. Cinque affascinanti comete sui cieli della Terra salutano la festa di Cristo Re dell’Universo (Domenica 24 Novembre 2013) e il Santo Natale. Oltre alla famosa C/2012 ISON, sono visibili altri quattro astri chiomati sui cieli della Terra, alla debita distanza di sicurezza gravitazionale: la 2P/Encke, la C/2012 X1 LINEAR, l’ultima arrivata, la C/2013 R1 Lovejoy, e la 154/P Brewington. La cometa C/2012 Ison non finisce di stupire. Nelle prime ore del mattino del 14 Novembre 2013 ha esibito un repentino aumento di luminosità che ha portato la sua magnitudine da 8 a 6, rendendola così visibile ad occhio nudo. L’americano Charles Coburn ha documentato il fenomeno con immagini straordinarie che immortalano la complessa coda di polveri e gas in espansione per milioni di chilometri nel freddo spazio siderale. Nessun artista sulla Terra potrebbe immaginare e creare un portento celeste di così maestosa bellezza e natura! Attualmente siamo prossimi alla quinta magnitudine per la Ison. Dunque, occhi al cielo, a Est-Sud Est, all’aurora, e ben aperti nei prossimi giorni, perché lo spettacolo atteso da mesi si avvicina. Il 28 Novembre 2013 (Thanksgiving Day, vigilia del Black Friday per la Apple Inc.) l’enigmatica fatina d’argento Ison passerà al perielio, la distanza minima orbitale dal Sole. Se sopravvive all’abbraccio gravitazionale e fotonico, i primi giorni di Dicembre potrebbero essere decisivi per ammirare il suo show interplanetario “innescato” il giorno 30 Novembre. Stavolta dopo il tramonto del Sole. A meno che non vada in mille pezzi! Le comete, si sa, sono imprevedibili come i gatti. In barba a tutte le previsioni, infatti, la nuova cometa Lovejoy C/2013 R1 vuole rubare la scena alla Ison che surclassa per luminosità di quasi 10 volte. Rolando Ligustri sta riprendendo immagini dal New Mexico di tutti gli astri chiomati in scena. Così, oltre alla Ison, sono visibili la 2P/Encke, la C/2012 X1 Linear, l’ultima arrivata, la C/2013 R1 Lovejoy, e la 154/P Brewington. La Linear sorprende tutti gli osservatori perché, all’improvviso, ha aumentato la sua luminosità di circa 250 volte nel corso di pochi giorni. Meteo e inquinamento luminoso permettendo, a far da cornice a questo ghiotto spettacolo cosmico di astri d’argento serviti ai terrestri, c’è anche la Luna Nuova che per i prossimi giorni concederà cieli abbastanza bui. La Ison, Domenica mattina 17 Novembre 2013, è possibile scorgerla all’alba, guardando verso Est-Sud Est prima del sorgere del Sole. Sarà così più o meno per tutto il mese fino a quando, all’inizio di Dicembre, sarà visibile anche la sera a Ovest, inizialmente bassa sull’orizzonte. L’avvicinamento al Sole della cometa Ison, già da tempo annunciato come un evento spettacolare, porta i suoi frutti, sempre nel rispetto della loro fama di astri effimeri e imprevedibili. Ci sono stati e sempre ci saranno svariati colpi di scena che sicuramente accompagneranno le osservazioni fino alla fine di quest’avventura dal finale totalmente incognito. Qualche settimana fa, si pensava che la Ison fosse spacciata, allorché la sua curva di luce mostrava anomalie che lasciavano presagire una sua imminente frantumazione. Per ora così non è stato, sebbene la sua luminosità continui a mantenersi sotto le previsioni nonostante sia prossima al perielio del 28 Novembre. Poi, alcuni giorni fa, il nucleo della Ison si è improvvisamente “acceso” facendo balzare la sua magnitudine da 8 a 6 e rendendo l’astro chiomato visibile anche ad occhio nudo. Insieme al nucleo si sono riaccese le speranze di godere dello spettacolo dell’anno, forse del secolo, così com’era stato ipotizzato. È presto per parlare di Cometa del Secolo o dell’Anno, in quanto nel momento del massimo avvicinamento al Sole questa piccola palla di neve sporca di pochi chilometri di diametro, si troverà a poco più di un milione di Km di distanza dal nostro infuocato luminare. La Ison potrebbe non reggere a tale fatale incontro ferale ed andare in pezzi. Il suo improvviso aumento di luminosità, dovuto alla violenta e copiosa fuoriuscita di gas e polveri scatenati dal vento solare delle particelle nucleari, se da un lato regala uno spettacolo suggestivo, dall’altro indebolisce la cometa, sottoponendola a stress incredibili, sicuramente molto più violenti di quanto si immagini (Deep Impact) e potrebbe essere il preludio della sua imminente distruzione, come avvenne nell’Anno Domini 2000 per la cometa Linear. Nel frattempo, godiamoci le immagini che giungono dai numerosi osservatori terrestri e spaziali, incrociando le proverbiali dita. L’attesa cresce e ci riporta alla Primavera 2013 quando la cometa PanSTARRS, l’altra regina dell’anno ormai agli sgoccioli, raggiunse l’apice regalandoci uno spettacolino niente male, sottovalutato da tanti appassionati che si aspettavano di più e che rimasero delusi. Chissà di non doverla rimpiangere la PanSTARRS, dato che la Ison per mesi ha fatto di tutto per passare inosservata, alla faccia di chi da tempo l’aveva già eletta la Grande Cometa del XXI Secolo, anticipando scenari fantasmagorici. Il grande e probabilmente sproporzionato entusiasmo iniziale ha lasciato ora il posto al forse eccessivo pessimismo. Non resta che tenerla d’occhio (tutti i telescopi spaziali sono doverosamente puntati anche su di lei) mentre sfiora il Sole, auspicando che la nostra stella non la consideri una fastidiosa zanzara da schiacciare e dissolvere ma la trasformi invece con un tocco di bacchetta magica gravitazionale in una splendida principessa del cielo, per manifestare la gloria dell’Altissimo. E speriamo pure che nei giorni decisivi il meteo ci regali una finestra di tempo stabile che mai come quest’anno è mancata. Oltre alla Ison altri quattro oggetti notevoli fanno salire l’adrenalina dei cacciatori di astri chiomati: la 2/P Encke, la C/2013 R1 Lovejoy, la C/2012 X1 Linear, comete sicuramente binoculari come la Ison (basta un 10×50 ma con l’Usm 15×70 sono incredibili!) forse pure alla portata dell’occhio nudo, e la P/154 Brewington. Che in momenti di vacche magre come quelli passati nei mesi scorsi si sarebbe ritagliata il suo onesto spazio e in questo contesto pare la cenerentola dei cieli. La Ison, partendo dalla costellazione del Leone, come un rapace che dall’alto avvista una preda, si sta buttando in picchiata verso il Sole, forse raggiungendolo il giorno 28 Novembre nella costellazione dello Scorpione (sempre dal punto di vista terrestre). La nostra stella è un pasto un po’ indigesto e la Ison forse osa troppo. Riuscirà, una volta accortasi che la lotta è impari, a virare riprendendo il volo, sempre alla debita distanza di sicurezza dalla Terra? In effetti un passaggio a meno di due milioni di chilometri dalla superficie solare è sempre molto rischioso. Una manovra degna dei migliori capitani della Flotta Stellare in Star Trek, come James Tiberius Kirk, Kathryn Janeway e Jean-Luc Picard, sulle loro magnifiche astronavi interstellari. Alcune comete hanno dimostrato che si può uscirne indenni, com’è stato recentemente per la C/2011 W3 Lovejoy. Nel Dicembre 2011 sopravvisse dopo essere passata ad appena 140mila Km dalla fotosfera solare, regalando in seguito un indimenticabile show che gli appassionati dell’emisfero australe terrestre e della Stazione Spaziale Internazionale ancora ricordano. Auguriamoci che stavolta tocchi a noi. La crescita luminosa della Ison è rapidissima. Nell’ultima decade del mese si avvicina a un’altra bella cometa, la 2/P Encke, infine superandola. I due astri chiomati saranno così entrambi visibili a occhio nudo! La distanza minima (1,5° circa) sarà toccata il 25 Novembre 2013, quando però sorgeranno tra le ormai intense luci dell’alba. In quelle condizioni la Encke sarà dura da scorgere, mentre potrebbe non essere impossibile percepire la Ison. Qualche giorno prima, seppur più distanti tra loro, sarà fantastico osservarle e fotografarle in condizioni migliori. Non è finita. Le due comete non sono sole in quella porzione di cielo. Ad impreziosire ulteriormente il meraviglioso quadretto celeste ci si mettono pure i pianeti Mercurio e Saturno che il 26 Novembre quasi si fonderanno in un unico puntino luminoso. La cometa Ison incontra anche diverse galassie sulla sua strada, la più brillante delle quali (NGC 4697, magnitudo 9,5) dista solo 1,5° il giorno 14 Novembre. Dopo il 20 Novembre la cometa si immergerà tra le luci del crepuscolo mattutino risultando sempre più difficilmente osservabile, anche se la sua visibilità sarà legata naturalmente alla luminosità. Nei giorni del massimo avvicinamento al Sole, pur raggiungendo il picco luminoso, sarà praticamente inosservabile perché prospetticamente quasi a contatto con la nostra stella. L’auspicio è di poter osservare una notevolissima coda di polveri e gas anticipare la sua levata. Se si trasformasse però in qualcosa di incredibilmente brillante, potendo contare sulla massima trasparenza del cielo e su un orizzonte quasi illimitato, l’ultimo giorno di Novembre, appena prima del sorgere del Sole ed appena dopo il suo tramonto, ci potrebbero essere le condizioni per avvistare il nucleo avvalendosi di uno strumento, perché potremo assistere alla sua trasformazione definitiva come nel magnifico film Ladyhawke. Quale luminosità raggiungerà la cometa Ison? Naturalmente non è possibile saperlo. Sicuramente potrebbe raggiungere una magnitudine negativa per alcuni giorni a cavallo del perielio, sempre se non venga sbriciolata dal Sole. La 2/P Encke già il mese scorso si è mostrata facilmente in strumenti di diametro modestissimo. Passerà al perielio, raggiungendo il massimo splendore, il 21 Novembre 2013, proiettandosi in cielo, vicina alla Ison. Le previsioni sulla sua massima luminosità indicano valori tra la quinta e la settima magnitudine, con la possibilità di scorgerla senza strumenti. Nella sua corsa novembrina attraversa le costellazioni della Vergine e della Bilancia incontrando diverse deboli galassie e, come la Ison, risulterà agevolmente osservabile fino al 20 Novembre. Poi si avvicinerà al Sole e sarà sempre più arduo “catturarla” all’alba. Lunedì 18 Novembre dista meno di un grado e mezzo da Mercurio che con la sua grande luminosità (-0,5 mag.) funge da ottimo faro di riferimento. Sarà probabilmente difficile scorgerla il 23 Novembre, quando si troverà oltre che nei pressi di Mercurio anche di Saturno, distanti rispettivamente meno di 4° e 3,5°. Nelle vicinanze (3,5°) ci sarà anche la Ison. Chi può, nell’ardua impresa, approfitti dell’occasione per salutarla, perché in seguito non sarà più osservabile. La C/2013 R1 Lovejoy, in Ottobre, pur non spiccando, si è mostrata più luminosa del previsto ed è stata avvistata in piccoli telescopi e binocoli di generosa apertura. Il suo perielio è fissato qualche giorno prima di Natale AD 2013 ma il picco luminoso è atteso per la fine di Novembre quando passerà alla minima distanza dalla Terra. La Lovejoy dovrebbe rivelarsi un notevole oggetto che si arrampicherà, secondo alcune previsioni, fino alla quinta magnitudine, superando la soglia della visibilità ad occhio nudo. In Novembre “percorre” ben 90° di volta celeste stellata, partendo dalla costellazione del Cancro con destinazione il Boote. Nel suo tragitto il giorno 5 Novembre ha sfiorato M44, alias il Presepe, sfilando a poco più di un grado e mezzo dall’ammasso aperto. Incontra lungo la sua orbita gravitazionale anche diverse galassie, tra le quali spiccano M94 e M63, con le quali avrà due incontri ravvicinati rispettivamente il 24 (Domenica di Cristo Re dell’Universo) e il 25 Novembre, passando a meno di due gradi da entrambi gli oggetti. Per trovarla discretamente alta in cielo bisognerà attendere inizialmente la tarda notte. Poco prima dell’alba sarà invece alta in cielo. Con il trascorrere del mese l’unica possibile finestra osservativa si aprirà sul finire della notte astronomica. La C/2012 X1 Linear è la “new entry” del mese! Poco oltre la metà di Ottobre, pur distante oltre due unità astronomiche dal Sole, grazie a un “outburst” nell’arco di poche ore si è trasformata da cometa assolutamente anonima ad oggetto binoculare, somigliante a una miniatura “post esplosione” della famosissima cometa 17/P Holmes che nel 2007 fu autrice del più repentino ed epocale aumento di luminosità che si ricordi. La X1 Linear ha raggiunto in quei giorni l’ottava magnitudine. Se il suo non è un fuoco di paglia dovrebbe potrebbe tenerci compagnia per qualche mese e comunque merita sicuramente di essere seguita con interesse e curiosità. Trascorre praticamente tutti e trenta i giorni di Novembre nel Bovaro, nei pressi della gigante rossa Arturo, con la quale ha in programma (sempre dal punto di vista terrestre) un incontro ravvicinassimo (meno di 1°) Domenica 17 Novembre. Sarà osservabile ad una discreta altezza in cielo al termine della notte astronomica. La 154/P Brewington, che passerà al perielio il 12 Dicembre 2013, a fine mese potrebbe arrivare a brillare di una non disprezzabile nona-decima magnitudine. Che miracolo! Siamo ancora vivi! Vista la presenza in cielo di così tante comete luminose ben più interessanti, saranno probabilmente pochi gli osservatori che “perderanno” tempo con questo modesto oggetto che potrà giocarsi però un paio di buone carte, come l’essere osservabile già in prima serata altissima in cielo. Dalla stella Sadalmelik (Alfa Aquarii) è in spostamento verso nord con destinazione la costellazione di Pegaso. Le mappe sono sempre indicative. Poiché le comete si spostano anche notevolmente da una sera all’altra, si consiglia, a chiunque si appresti all’osservazione degli astri chiomati, di munirsi di cartine dettagliate aggiornate con le stelle di riferimento, per giorno ed ora di osservazione, scaricabili dai comuni programmi di simulazione del cielo (iOS, Android). Una cosa è certa. La fisica e la chimica delle comete non finirà mai di stupire. Esse sono letteralmente le messaggere della vita e della morte. I loro segreti sono essenziali per capire il vero ruolo dell’Uomo nell’Universo. Le comete sono cariche di ogni ben di Dio, anche di preziosi minerali rari sulla Terra. Naturalmente di acqua ed amminoacidi. Studiarle significa immergersi nei segreti della Creazione e della diffusione della vita nel Cosmo. Senza gli ancestrali impatti cosmici di comete, 3.5 miliardi di anni fa, la vita molto probabilmente non sarebbe mai fiorita sulla Terra. Anche se la Ison dovesse fare la fine della Linear C/1999 S4 che fu vaporizzata dal Sole nel 2000, avremo imparato più cose sulle comete (anche extraterrestri) di quanto si possa lontanamente immaginare. In fondo, siamo tutti figli di Dio, anche grazie alle comete che riempiono i nostri mari e oceani. E crediamo che, in tutto l’Universo, sugli altri esomondi alieni finora ignoti, sia accaduto il medesimo miracolo della vita grazie anche alle comete! Non siamo soli. Il Coordinamento delle Associazioni Astrofile della Toscana si propone, con il patrocinio dell’Unione Astrofili Italiani, di organizzare un progetto di raccolta e catalogazione di immagini inviate da associazioni e appassionati, catalogarle e organizzarle per estrarre informazioni di carattere astrometrico e fotometrico in modo da ottenere uno studio il più possibile completo riguardante non solo la cometa C/2012 S1 ISON. L’iniziativa è nata nell’ambito del coordinamento toscano, ma l’invito a partecipare è esteso a tutte le associazioni e singoli astrofili italiani. Non occorre essere astrofotografi professionisti per contribuire, anche un’immagine apparentemente inutilizzabile può nascondere dati importanti! Vanno bene tutti i tipi di ripresa: in bianco e nero, a colori, con filtri, anche immagini spettroscopiche. Per partecipare è sufficiente inviare le immagini della ISON e delle altre comete all’indirizzo e-mail: [email protected] fornendo le seguenti informazioni: data e ora dello scatto; sistema ottico utilizzato; camera CCD o apparecchio fotografico; tempo di esposizione ed eventuali filtri utilizzati; luogo di ripresa (possibilmente coordinate GPS) e autore dello scatto. Le immagini possono essere inviate in formato “.jpeg” per la galleria fotografica da pubblicare direttamente sul sito, in “.fit” o similari per le immagini da raccogliere e catalogare per analisi astrometriche e fotometriche. A fine campagna, con le immagini raccolte si calcoleranno le curve di luce e i parametri orbitali delle comete. I risultati del progetto verranno pubblicati sui siti web di UAI e CAAT, ma potranno anche essere citati in riviste di settore. Verranno inoltre resi noti i nomi di tutti coloro che avranno contribuito alla campagna. Sul sito http://www.astrocaat.it/comete/Ison_Quest.shtml è già presente una pagina dedicata all’evento, all’interno della quale saranno caricate le notizie e gli aggiornamenti che interesseranno gli astrofili e gli appassionati, nonché la galleria delle migliori immagini pervenute. Il cielo offre anche altri spettacoli. In Novembre le piogge di meteore più conosciute sono quelle delle Tauridi e delle Leonidi. Le prime sono note per la loro regolarità che si protrae da metà Settembre a Dicembre, le seconde perché legate a spettacolari apparizioni con considerevoli tempeste di stelle cadenti. Le Tauridi sembrano irradiarsi da un’area radiante a pochi gradi Sud-Ovest delle Pleiadi. Si tratta di una corrente meteorica molto complessa, originata probabilmente da residui della disintegrazione della cometa Encke mescolati a frammenti asteroidali. L’area radiante appare molto diffusa, ma con una certa evidenza sono riscontrabili due componenti, rispettivamente a nord e a sud dell’eclittica, distanti tra loro circa 12 gradi in declinazione. Durante la prima quindicina del mese, in genere si assiste a un aumento del numero di queste meteore, dovuto al sommarsi dei momenti di loro maggiore attività, rispettivamente il 2-3 Novembre (Tauridi Sud) e l’11-12 Novembre (Tauridi Nord). Quest’anno la componente meridionale è stata particolarmente favorevole all’osservazione, in quanto non disturbata dal chiarore della Luna, quella settentrionale è stata invece osservata agevolmente nella seconda parte della notte, dopo il tramonto della Luna. Le Leonidi sono senza dubbio la corrente più famosa, ma le loro apparizioni non sempre sono all’altezza della loro fama. Ci sono periodi in cui sono equiparabili per attività a uno sciame minore e altri in cui mostrano degli exploit memorabili. Comunque ogni anno verso il 16-17-18 Novembre la Terra incontra regioni di spazio che contengono qua e là particelle rilasciate nel susseguirsi dei passaggi al perielio dalla cometa Tempel-Tuttle, ma solamente nei tratti di orbita vicini alla cometa ci sono le nubi più consistenti di corpuscoli, che possono essere poi la causa degli fenomeni più spettacolari. Dato che la Tempel-Tuttle è transitata al perielio alla fine del 1998 e che la rivedremo dopo 33 anni, quest’anno non possiamo che aspettarci un’apparizione abbastanza blanda. Ciò che vedremo è la componente annuale, formata da meteore di debole luminosità, che in genere si mostra con un aumento della frequenza per più di una giornata. Purtroppo l’osservazione quest’anno sarà completamente disturbata dalla Luna al plenilunio, pertanto non resterà che tentare di osservare soprattutto nella notte 17-18 Novembre dopo la mezzanotte, sperando di vedere sfrecciare qualche sporadica Leonide molto brillante dal radiante vicino alla stella gamma del Leone. Siamo anche polvere di stelle. Buona caccia!

Nicola Facciolini