Accademia di Belle Arti dell’Aquila, gli studenti pagano le tasse ma vivono un disservizio inaccettabile

La Consulta ed i Rappresentanti degli Studenti dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, in una nota che pubblichiamo integralmente, scrivono sul disservizio della didattica che i giovani stanno vivendo all’interno dell’ Istituzione. “Il giorno 4 novembre 2013 si è inaugurato il nuovo anno accademico nell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila ma nessun direttore ha presieduto […]

La Consulta ed i Rappresentanti degli Studenti dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, in una nota che pubblichiamo integralmente, scrivono sul disservizio della didattica che i giovani stanno vivendo all’interno dell’ Istituzione.

“Il giorno 4 novembre 2013 si è inaugurato il nuovo anno accademico nell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila ma nessun direttore ha presieduto la cosa. Ad oggi, infatti, l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila è senza un direttore e questo provoca inaccettabili disfunzioni del servizio.

Noi studenti, come ogni anno, ci siamo recati in Istituto per iniziare il nostro lavoro ma abbiamo trovato una situazione inaccettabile: nessuno può firmare i titoli conseguiti da coloro che hanno discusso le tesi, non è possibile certificare crediti, non si possono acquistare materiali per la didattica, molti corsi non possono essere attivati perché non è possibile incaricare i docenti, e questi sono solo i disservizi più gravi.

Da parte nostra abbiamo provveduto giovedì 14 novembre a rinnovare l’organo di nostra rappresentanza (la “Consulta degli Studenti”) ma i nostri rappresentanti non hanno un referente istituzionale che, dall’altra parte, possa discutere del forte disagio che si è creato.

Non ci interessano i contrasti, che pare si protraggano da mesi, tra il corpo docenti o le lentezze e le incertezze del Ministero, vogliamo che l’Istituto torni a funzionare ed a erogare il servizio per cui paghiamo le tasse, così che noi si possa riprendere lo studio che abbiamo deciso di intraprendere per costruirci quella formazione indispensabile per poter affrontare il mercato del lavoro, in questo difficilissimo momento storico.

Chiediamo al Ministro Maria Chiara Carrozza di prendere entro questa settimana una decisione e di insediare un direttore che possa garantire lo svolgimento delle normali funzioni del nostro Istituto, altrimenti saremo costretti a mettere in campo civili forme di protesta, al fine di tutelare il nostro impegno lavorativo e quello economico delle nostre famiglie”.