SOGET SpA: prassi aziendale illecita, lavoratori emarginati

Il caso SOGET SpA torna alla ribalta dopo l’articolo pubblicato dal nostro quotidiano il 1 ottobre 2014. Numerose sono le segnalazioni alla nostra redazione di Ufficiali della Riscossione e Funzionari Responsabili della Riscossione Soget SpA vessati e sotto pressioni da anni da parte della Direzione aziendale per procedure esecutive – secondo gli stessi Ufficiali – non […]

SOGET SPAIl caso SOGET SpA torna alla ribalta dopo l’articolo pubblicato dal nostro quotidiano il 1 ottobre 2014. Numerose sono le segnalazioni alla nostra redazione di Ufficiali della Riscossione e Funzionari Responsabili della Riscossione Soget SpA vessati e sotto pressioni da anni da parte della Direzione aziendale per procedure esecutive – secondo gli stessi Ufficiali – non regolari e illegittime, oltre che alla riscossione di diritti esecutivi non esigibili, addirittura con la ingiusta e arbitraria richiesta di recuperare a proprio carico i diritti esecutivi non riscossi. che hanno già rappresentato nel corso degli ultimi anni oggetto di denunce-querele presso le Procure territorialmente competenti.
Le condotte aziendali sembrerebbero del tutto illegittime, vessatorie e persecutorie, reiterate e continuate, che nonostante le giuste doglianze dei lavoratori, sembrerebbero rimaste sempre inascoltate e che avrebbero cagionato in diversi casi, gravi patologie dei dipendenti diagnosticate dai sanitari
In particolare, di fronte alle fondate e giustificate istanze e perplessità continuamente manifestate dagli Ufficiali della Riscossione e Funzionari Responsabili della Riscossione in merito alle procedure esecutive azionate da SOGET SpA (e sostanzialmente imposte coattivamente agli Ufficiali), delle quali gli Ufficiali avrebbero constatato e valutato, con piena ragione e con dettagliate e pertinenti motivazioni giuridiche e legali, le irregolarità e l’abusività in quanto non rispettose delle garanzie procedimentali e di legge poste a tutela della posizione dei contribuenti, gli stessi non solo sembrerebbe che avrebbero dovuto subire un atteggiamento di assoluta indifferenza da parte di SOGET SpA ma, cosa ancora più grave, sembrerebbe siano stati destinatari di atti intimidatori anche con missive scritte, contenenti esplicite minacce di ritorsioni e di provvedimenti di natura disciplinare, oltre che di penalizzazioni economiche, atti questi talmente gravi e connotati da estrema ingiustizia.

Purtroppo alcuni Ufficiali e Funzionari della Riscossione, animati soltanto da uno spirito di giustizia e di ripristino della legalità, sembrerebbero che si siano ritrovati a pagare molto amaramente questa battaglia perché ciò che hanno ottenuto è stato il progressivo allontanamento ed isolamento dal posto di lavoro.
SOGET SpA sembrerebbe che abbia omesso di adottare precauzioni al fine di evitare o ridurre lo stato di disagio, le manifestazioni di ostilità e l’isolamento dei lavoratori determinati dal fatto che avevano manifestato il loro dissenso alla prassi aziendale, del tutto illegittima,
Si confida pertanto che la Magistratura faccia chiarezza come fu fatto nel lontano 1995 con il caso Serit,– fatto tornato alla ribalta con una recente sentenza della Cassazione (Cassazione Civile, Sez. Lav. 21 ottobre 2013, n. 23772) che ha condannato Equitalia (Agente della Riscossione Subentrante) al risarimento del danno, poiché l’allora dipendente SERIT,  P. A. era stato oggetto di sanzioni disciplinari e dell’ostilità dei colleghi nella totale indifferenza del datore di lavoro perché si era rifiutato di partecipare, ai danni dei contribuenti, al sistema di false notificazioni allora in voga presso l’agenzia di riscossione – al fine di impedire diffusi e ripetuti comportamenti illegittimi da parte dei lavoratori e per evitare condotte censurabili e gravi – capaci sinanche di divenire “prassi” – suscettibili per le loro modalità attuative di incidere sulla stessa integrità psico-fisica di chi a tale condotta intende opporsi.

Sentenza Cassazione s. 23772 del 21 ott. 2013