Sentenza Eternit: Renzi, la domanda di giustizia non viene meno

Matteo Renzi a rtl 102.5 commenta così la sentenza ‘Eternit’: “Mi colpiscono quelle madri, quelle vedove, quelle figlie che credono nella giustizia piu’ di quanto talvolta ci crede un servitore dello Stato e continuano a combattere. La morte di una persona cara e’ inconsolabile. Ma l’idea di aggrapparsi al tema della giustizia come fatto etico […]

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Matteo Renzi a rtl 102.5 commenta così la sentenza ‘Eternit’
: “Mi colpiscono quelle madri, quelle vedove, quelle figlie che credono nella giustizia piu’ di quanto talvolta ci crede un servitore dello Stato e continuano a combattere. La morte di una persona cara e’ inconsolabile. Ma l’idea di aggrapparsi al tema della giustizia come fatto etico di un Paese e’ un dolore e una bellezza senza fine. Nel merito” della vicenda Eternit “ci sono due modi di concepire le cose: o quella vicenda non e’ un reato. Oppure se e’ un reato, ma e’ prescritto bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione perche’ non e’ possibile che ci siano delle regole che con il tempo fanno saltare il bisogno di giustizia. La domanda di giustizia non viene meno. Ecco perche’ cambieremo il modo del processo e la prescrizione. Da premier dico processi più veloci, senza l’incubo della prescrizione: ecco perché cambieremo il sistema del processo e il modo di concepire la prescrizione”.

In aula al Senato il capogruppo del Pd Luigi Zanda in merito alla sentenza Eternit, ha detto:

Dissentiamo fortemente dalla decisione della Corte di Cassazione che, interpretando l’istituto della prescrizione, ha di fatto assolto i responsabili di un reato gravissimo che ha prodotto la morte, e sta continuando a provocarla, di tantissimi italiani”, ha sottolineato Zanda. “Dissento profondamente dal modo in cui la legge è stata interpretata – ha aggiunto Zanda – e dalla diverse sentenza della Cassazione rispetto a due precedenti gradi di giudizio. Il cancro determinato dall’amianto può dare i suoi effetti nefasti fino a 30 anni dopo la contaminazione. E’ un reato che, se intervenisse la prescrizione secondo le indicazioni della Cassazione, rimarrebbe sostanzialmente impunito. Dobbiamo rimettere mano all’istituto della prescrizione e dobbiamo farlo al più presto”.