Il grido di dolore degli aquilani vessati dal Comune /VIDEO

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha ferito L’Aquila in superficie, demolendo palazzi e monumenti, ma il sisma, insieme alla contemporanea esplosione della crisi economica internazionale, ha provocato una ferita ben più profonda alla città ed ai loro cittadini, che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza le certezze fisiche rappresentate dalle abitazioni di […]

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha ferito L’Aquila in superficie, demolendo palazzi e monumenti, ma il sisma, insieme alla contemporanea esplosione della crisi economica internazionale, ha provocato una ferita ben più profonda alla città ed ai loro cittadini, che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza le certezze fisiche rappresentate dalle abitazioni di una vita e molto spesso senza la certezza economica di un’occupazione in grado di mantenere persone e famiglie.

In questa situazione, sono tanti i cittadini aquilani che sei anni dopo il sisma, versano in situazioni di completa indigenza e si rivolgono disperati alle istituzioni, per ricevere un aiuto nel momento di massimo bisogno. Ma proprio quegli enti, che in base al contratto sociale dovrebbero portare soccorso a chi senza colpa si ritrova in difficoltà, si trasformano in spietati carnefici, in nome di una burocrazia che guarda alle persone come a semplici numeri da catalogare, senza indagare sulle singole realtà.

Il Comune dell’Aquila sta recapitando bollette e richieste di pagamento del canone di locazione agli assegnatari del Progetto CASE morosi, con la superbia dello stato esattore che non si interessa di chi c’è dall’altra parte, ma minaccia soltanto di sfrattare in caso di mancato pagamento.

Molte di quelle persone però, questi oboli, calcolati, nel caso delle bollette, in base alla grandezza della casa in cui vivono e non in ragione dei reali consumi, non sono in grado di pagarli, perché vivono in una condizione di reale indigenza, dovuta alla tragica congiuntura economica, che ha fatto diventare anche il lavoro, un lusso per pochi eletti.

In questi giorni, abbiamo raccolto tante testimonianze di storie tragiche, che hanno come protagonisti non i classici emarginati, ma persone con una formazione eccellente, che non riescono a trovare un’occupazione e si ritrovano vessate dalle istituzioni che dovrebbero tutelarle. Gianni ci racconta di come lui, disoccupato, abbia ricevuto migliaia di euro di bollette per una casa grande poco più di 30 mq.

Poi c’è Valentina, ex dipendente della Camera di Commercio, che trattenendo a stento le lacrime, parla della sua tragica situazione di 38enne, con due lauree, ma senza lavoro, perché nessuno si prende la briga di assumere una ragazza della sua età, dato che gli incentivi statali sono riservati solo ai contratti di primo impiego per i giovani. Come se non bastasse, il Comune la minaccia di sfrattarla dal suo alloggio del Progetto CASE, per gli arretrati di alcune bollette, che senza un reddito è impossibile compensare.

La senatrice aquilana del movimento 5 stelle Enza Blundo ieri negli uffici comunali si è fatta portavoce con gli impiegati delle istanze degli aquilani indigenti. Poi è tornata a chiedere a gran voce che nel decreto enti locali in via di conversione, venga inserita la norma che prevede il ricalcolo delle bollette di Map e progetto Case, sulla base dei reali consumi fin da subito e non a partire dal 2016, come previsto attualmente nel testo del decreto.

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Una replica a “Il grido di dolore degli aquilani vessati dal Comune /VIDEO”

  1. […] L’Impronta.Il grido di dolore degli aquilani vessati dal Comune /VIDEO […]

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