Usa: critiche a piano Obama contro cambiamenti climatici

Una nuova ondata di pesanti critiche repubblicane si abbatte sul Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e sul suo piano di contrasto dei cambiamenti climatici, reso noto nei giorni scorsi. “Non rispetta lo stato di diritto e danneggia gravemente l’economia statunitense”, ha accusato il procuratore generale del West Virginia, Patrick Morrey, nel corso di una […]

Una nuova ondata di pesanti critiche repubblicane si abbatte sul Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e sul suo piano di contrasto dei cambiamenti climatici, reso noto nei giorni scorsi. “Non rispetta lo stato di diritto e danneggia gravemente l’economia statunitense”, ha accusato il procuratore generale del West Virginia, Patrick Morrey, nel corso di una conferenza stampa, convocata assieme al presidente di una tra le più potenti lobby del carbone, Mike Duncan.

Il piano di Obama, che si propone di ridurre del 32% entro il 2030 le emissioni di CO2 delle centrali elettriche, è stato criticato soprattutto da parte dell’opposizione repubblicana che ha denunciato “l’inevitabile aumento dei costi” dell’energia per la popolazione americana. Il governatore del Wisconsin, il repubblicano Scott Walter, ha sottolineato che le norme per la riduzione delle emissioni “avrà  un duro impatto sui posti di lavoro e aumenterà il costo delle bollette per i cittadini”. Sulla stessa linea i candidati alle primarie repubblicane, Jeb Bush e Ted Cruz, che non credono alle rassicurazioni di Obama, secondo il quale il piano “farà invece risparmiare a ogni americano 85 dollari l’anno sulle bollette di luce e gas”.

La lotta ai cambiamenti climatici è entrata quindi ufficialmente nella campagna elettorale per la Casa Bianca. Il piano è stato accolto con entusiasmo da Hillary Clinton, favoritissima nella corsa alla nomination democratica e, al momento, anche alla successione di Obama. “E’ un buon piano e lo difenderò quando diventerò presidente”, ha assicurato l’ex segretario di Stato, che ha accusato i repubblicani di non riuscire a proporre una “soluzione credibile” per far fronte ai cambiamenti climatici. Secondo il New York Times, sta lavorando a un ‘piano B’, già dall’inizio dello scorso anno, un gruppo di avvocati, lobbisti del carbone ed esperti repubblicani, guidati da Roger R. Martella, ex consigliere per l’ambiente di George W. Bush. La strada per la messa in atto del piano di Obama si annuncia quindi in salita. Nonostante l’appello del presidente ai governatori affinché propongano la soluzione più adeguata per il taglio delle emissioni in base alle particolari esigenze di ogni Stato, si è già formata una coalizione di procuratori e governatori decisa a ostacolare a tutti i costi il piano Obama.

 

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