Migranti: vertice Ue-paesi balcanici a Vienna

I vertici dell’Unione Europea si incontrano oggi a Vienna con i leader dei Balcani occidentali, per un summit il cui ordine del giorno sara’ la crisi dei migranti. Obiettivo, trovare un approccio coerente per affrontare la piu’ pesante crisi dei rifugiati affrontata dall’Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Dopo che quella dei Balcani e’ […]

I vertici dell’Unione Europea si incontrano oggi a Vienna con i leader dei Balcani occidentali, per un summit il cui ordine del giorno sara’ la crisi dei migranti. Obiettivo, trovare un approccio coerente per affrontare la piu’ pesante crisi dei rifugiati affrontata dall’Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Dopo che quella dei Balcani e’ diventata una delle porte principali d’accesso in Europa, il summit ha dovuto forzatamente cambiare il tema in agenda: quando era stato annunciato, lo scorso anno, il vertice -a cui partecipa anche il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, e a cui e’ stato invitata anche il cancelliere Angela Merkel– doveva concentrarsi sulla cooperazione regionale e le prospettive di allargamento del blocco dei 28 ad alcuni Paesi della zona. Ma la rotta dei Balcani occidentali, ‘battuta’ in queste settimane da un numero crescente di migranti che desiderosi di arrivare in Occidente, ha cristallizzato l’attenzione sul problema dei rifugiati e dei migranti economici.

Ieri, intanto, Barack Obama ha chiamato Angela Merkel per congratularsi personalmente con il cancelliere tedesco per la leadership che sta dimostrando nel gestire la crisi dei migranti in Europa. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il presidente americano in particolare ha citato la recente decisione di Merkel di aprire le frontiere ai profughi siriani.

Sono stati fermati invece ad Augusta (Siracusa) due scafisti di origine somala accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo il Gruppo interforze della Procura di Siracusa, erano al timone dello stesso gommone su cui viaggiava, con decine di altri immigrati, il quindicenne somalo morto a bordo della nave “Dignity 1” di Medici senza frontiere che aveva effettuato il salvataggio di 352 profughi. Sono state alcune testimonianze a consentire agli inquirenti di identificare i due indagati, che sono stati trasferiti in carcere. Sara’ eseguita domani l’autopsia sul corpo del minore, che secondo i racconti dei suoi compagni e’ stato vittima di maltrattamenti durante la sua permanenza in Libia. Il decesso si deve, secondo accertamenti preliminari, alla complicazioni di un edema polmonare.

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