Di Giovambattista e Pelini chiedono adeguamento OS

“Chiediamo alla Regione Abruzzo di convocare urgentemente un tavolo con i Comuni per affrontare definitivamente l’adeguamento del costo dei servizi degli operatori sociali, per coprire la differenza tra i costi base sanciti nel 2012  e la tariffa attuale, adeguata agli scatti Istat e di rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro”. A scrivere sono gli assessori […]

“Chiediamo alla Regione Abruzzo di convocare urgentemente un tavolo con i Comuni per affrontare definitivamente l’adeguamento del costo dei servizi degli operatori sociali, per coprire la differenza tra i costi base sanciti nel 2012  e la tariffa attuale, adeguata agli scatti Istat e di rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro”. A scrivere sono gli assessori del Comune dell’Aquila Emanuela Di Giovambattista e Fabio Pelini, titolari rispettivamente delle deleghe alle politiche sociali e alle politiche del lavoro.

“Si tratta di una necessità, – hanno dichiarato gli Assessori –  di un’operazione di coscienza, alla quale il Comune dell’Aquila, già dal prossimo affidamento, in procinto di essere pubblicato, sopperirà con grande responsabilità, cosa che devono fare, per forza, tutti gli altri Comuni se vogliono garantire  servizi essenziali a quella parte di popolazione svantaggiata. I tagli operati a livello nazionale e regionale sulle politiche sociali,  non possono, non devono frenare, quanto un buon Comune può e deve fare per essere ritenuto tale. La mancanze dei vari livelli istituzionali non possono, infatti, ricadere sugli operatori che in questi anni, hanno sempre garantito un servizio essenziale,  sintomo inequivocabile del grado di civiltà di comunità”.

“Il Comune dell’Aquila, – concludono Di Giovambattista e Pelini –  quindi, nonostante si sia trovato a gestire una situazione di difetto in termini di fondi, dal 2012, sta contribuendo a mantenere i servizi attraverso il proprio  strumento finanziario, ovvero il bilancio, finanziandoli dell’80%. E’ quindi necessario che la Regione inviti i Comuni alla compartecipazione che, peraltro, si ridurrebbe a poche centinaia di euro al mese per ogni amministrazione. Un atto dovuto, cui ciascun Comune dovrebbe essere in grado di provvedere, senza nessuna sollecitazione”.

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