Enrico Rossi: “Potrei candidarmi a segretario Pd”

Potrebbe essere Enrico Rossi, apprezzato presidente della Regione Toscana, un possibile avversario interno di Matteo Renzi, nella corsa verso la riconferma a segretario del Pd, qualora l’attuale premier decidesse di ricandidarsi per il ruolo di numero uno del suo partito, nelle prossime elezioni, in programma nel 2017. “Penso di poter dare, nel dibattito politico, un […]

Potrebbe essere Enrico Rossi, apprezzato presidente della Regione Toscana, un possibile avversario interno di Matteo Renzi, nella corsa verso la riconferma a segretario del Pd, qualora l’attuale premier decidesse di ricandidarsi per il ruolo di numero uno del suo partito, nelle prossime elezioni, in programma nel 2017. “Penso di poter dare, nel dibattito politico, un contributo. Valutero’, al momento in cui si aprira’ la corsa per la segreteria, la necessita’, l’opportunita’ di candidarmi”. Cosi’ a ‘Dentro i fatti, con le tue domande’, l’approfondimento di Sky TG24, il presidente della Regione Toscana, ha risposto a chi gli ha domandato se pensa di candidarsi alle primarie del centrosinistra nel 2017.

“Io voglio stare nel dibattito politico nazionale. Sono convinto che Renzi sta cercando e sta, almeno in parte, riuscendo a cambiare questo Paese, e per questo va aiutato. La mia posizione, il mio profilo culturale, non e’ – sottolinea – quello di Renzi. Vedremo. I tempi sono ancora lunghi, sara’ deciso il giorno in cui, se lo faro’, presentero’, con un programma e un manifesto di valori, la mia candidatura a tutti gli elettori e agli iscritti del Pd”.

Laureato in filosofia, il 57enne presidente toscano, ha iniziato la sua attività politica ad alto livello come assessore prima e sindaco poi, a Pontedera. Successivamente, Rossi è stato assessore regionale della Toscana alla sanità dal 2000 al 2009, prima di diventare Presidente della stessa regione nel 2010, ottenendo anche un secondo mandato nel 2015. Ora per lui, si prospetta un impegno a livello nazionale e le elezioni del nuovo segretario del Pd potrebbero essere l’occasione giusta. Matteo Renzi permettendo, ovviamente.