Chiude Expo. Cosa resterà?

Dopo 6 mesi si conclude la grande Esposizione universale di Milano. Sono passati esattamente 184 giorni dall’inaugurazione del 1 maggio e al 31 ottobre si arriva con un bilancio più che positivo con più di 21 milioni di biglietti venduti. Cosa resterà dell’Expo? In molti se lo chiedono, ma il Governo, soddisfatto e orgoglioso, ha […]

Dopo 6 mesi si conclude la grande Esposizione universale di Milano. Sono passati esattamente 184 giorni dall’inaugurazione del 1 maggio e al 31 ottobre si arriva con un bilancio più che positivo con più di 21 milioni di biglietti venduti. Cosa resterà dell’Expo? In molti se lo chiedono, ma il Governo, soddisfatto e orgoglioso, ha le idee chiare: “L’Expo è stata un’avventura incredibile” e una “sfida vinta” contro tutti quelli che “non ci avevano creduto”.

A twittare la vittoria dell’Italia è il Premier Matteo Renzi: “È stato bello crederci, grazie a tutti Viva l’Italia #orgoglioexpo“. E il ministro degli Interni, Angelino Alfano, gli fa eco: “Tanta soddisfazione, tanta gioia e soprattutto la rinnovata fede in un’Italia che ce la fa. Tanti non ci avevano creduto e hanno perso. Hanno vinto tutti quelli che ci hanno creduto, hanno vinto tutti che sono andati li’ e hanno fatto una fila in pieno ordfione e in piena sicurezza”.  Anche il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ricorda come all’inizio dell’avventura Expo “molti ci avevano suggerito di non metterci la faccia, perché sarebbe stato un fallimento”.

Invece, Expo e’ stata “un’avventura incredibile– dice il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina che tra le altre cose aveva proprio la delega all’Expo- Il mondo ha riconosciuto nell’Italia un interlocutore importante. Ci siamo presentati bene, e’ emersa tutta la passione e il gioco di squadra ha funzionato benissimo. È una sfida vinta. Uno studio dell’Universita’ Bocconi stima in 10 miliardi l’effetto che Expo avra’ sul Pil nazionale. Per capire la forza basta ascoltare le imprese che hanno avuto l’occasione di lavorare in questa incredibile piattaforma, guardare ai tanti progetti di start up nati proprio grazie all’esposizione per capire che gli effetti ci saranno nel futuro. Abbiamo seminato, ora bisogna raccogliere”.

Per la prima volta, poi, con la firma della Carta di Milano,  l’esposizione universale ha dato vita ad un grande atto d’impegno civile rivolgendosi ai cittadini. “Abbiamo voluto collegare questo evento ai temi contenuti all’interno dei nuovi obiettivi del millennio delle Nazioni Unite, una grande responsabilita’ globale che l’Italia si e’ candidata a gestire- conclude Martina – dopo la fase di smontaggio che sara’ sicuramente delicata, il grande obiettivo sara’ la costruzione di una cittadella della conoscenza. È questa la chiave per essere coerenti con l’enormita’ di questa esperienza”.(Dire)