Save the Children, inaccettabile l’uso di gas lacrimogeni contro i rifugiati e i migranti a Lesbo

Save the Children considera inaccettabili gli episodi di oggi in cui sono stati utilizzati gas lacrimogeni da parte della polizia nei confronti dei rifugiati e dei migranti, compresi i bambini, nel centro detentivo di Moria, in seguito a una dimostrazione delle persone che vivono nel campo, per protestare contro la durata della detenzione e le condizioni […]

Save the Children considera inaccettabili gli episodi di oggi in cui sono stati utilizzati gas lacrimogeni da parte della polizia nei confronti dei rifugiati e dei migranti, compresi i bambini, nel centro detentivo di Moria, in seguito a una dimostrazione delle persone che vivono nel campo, per protestare contro la durata della detenzione e le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere.

L’organizzazione sottolinea che, in base a rapporti provenienti da fonti affidabili, un certo numero di rifugiati e migranti nel campo, tra cui 33 bambini, hanno riportato ferite e molti sono stati portati in ospedale.

“Benché la situazione fosse estremamente difficile da controllare, l’uso della violenza contro i rifugiati e i migranti non è mai una risposta accettabile, oltre ad essere del tutto inutile”, ha affermato Amy Frost, responsabile della risposta di Save the Children in Grecia. “Save the Children condanna con forza l’uso di gas lacrimogeni contro i bambini e adulti all’interno del centro.”

La protesta ha avuto inizio martedì pomeriggio, nella sezione del campo in cui sono detenuti i minori non accompagnati, durante una visita alla struttura del ministro dell’immigrazione greco e di un ministro olandese. Secondo alcune testimonianze, alcuni minori hanno incendiato un bidone e dopo aver preso un tubo d’acqua per spegnerlo, l’agitazione si è poi diffusa al resto del campo.

Molti di questi bambini sono stati tenuti nel campo di Moria per settimane, addirittura mesi, in spazi angusti. La salute di alcuni bambini e ragazzi è peggiorata, nella struttura ci sono stati casi di furto e forti litigi scoppiano spesso tra gli ospiti.

“La detenzione dei bambini, in particolare di quelli che viaggiano da soli, è inaccettabile – soprattutto se sono detenuti per lunghi periodi di tempo, in condizioni deplorevoli, senza avere informazioni circa il loro futuro”, aggiunge Frost.

“I bambini sono stati traumatizzati da quello che hanno visto accadere nei loro Paese e durante il viaggio insidioso alla volta della Grecia. È scioccante che l’Europa ormai non solo non riesca a proteggerli da ulteriori traumi e sofferenza, ma continui a ferirli”.

Save the Children, in collaborazione con Praksis, gestisce strutture di accoglienza per i bambini che arrivano da soli in Grecia – uno a Lesbo e un altro in via di apertura a Samos. Le nostre strutture sono gestite in collaborazione con le autorità locali e forniscono una valida alternativa alla detenzione fornendo assistenza appropriata e protezione per i minori non accompagnati.

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