Guerra all’acqua palestinese

Il Primo Ministro Palestinese Rami Hamdallah giovedì 26 maggio ha condannato l’illegale pratica israeliana di distruggere le infrastrutture dell’acqua palestinese. Nel corso di una conferenza stampa, il Premier ha spiegato che “Israele usa ogni mezzo possibile per cacciare via i palestinesi dalla loro terra storica”. Particolarmente gravi gli attacchi delle forze d’occupazione contro l’acqua: “L’acqua […]

Il Primo Ministro Palestinese Rami Hamdallah giovedì 26 maggio ha condannato l’illegale pratica israeliana di distruggere le infrastrutture dell’acqua palestinese. Nel corso di una conferenza stampa, il Premier ha spiegato che “Israele usa ogni mezzo possibile per cacciare via i palestinesi dalla loro terra storica”. Particolarmente gravi gli attacchi delle forze d’occupazione contro l’acqua: “L’acqua è vita – ha detto Hamdallah – e se non hai acqua non puoi esistere”.

Nelle ultime settimane si sono intensificati gli avvisi di demolizione, colpendo cisterne d’acqua per l’irrigazione nel distretto di Hebron finanziate dalle Nazioni Unite, e pozzi d’acqua a Sud di Nablus finanziati dai danesi. Ciò fa parte della politica delle demolizioni con cui dall’inizio dell’anno Israele ha già distrutto più di 600 strutture, comprese molte abitazioni.

Jamal Dajani, Consigliere del Primo Ministro per la Comunicazione Stategica e i Media, ha commentato che “mentre i palestinesi combattono con l’assenza d’acqua, i coloni usano le scarse risorse d’acqua per riempire le proprie piscine”. Per questo, secondo Dajani sarebbe importante un intervento dei Paesi donatori.

In Cisgiordania, i coloni israeliani consumano sei volte l’acqua che consumano i palestinesi; disparità ancor più grave se se ne considerano gli effetti sull’agricoltura. Secondo l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), Israele usa l’86% dell’acqua estratta dal bacino acquifero montano, una risorsa che attraversa i confini e che dovrebbe essere condivisa dalle parti in modo equo e ragionevole.