Israele, il razzismo dell’occupazione

Combattere l’antisemitismo significa ascoltare le voci di tutti gli oppressi e perseguitati. A maggior ragione se le persecuzioni che alcuni subiscono vengono fatte in nome della religione ebraica. E’ questo il senso dell’incontro, avvenuto il 13 luglio a Ramallah, tra Hanan Ashrawi, Membro del Comitato Esecutivo dell’OLP a Capo del Dipartimento Cultura e Informazione, e […]

Combattere l’antisemitismo significa ascoltare le voci di tutti gli oppressi e perseguitati. A maggior ragione se le persecuzioni che alcuni subiscono vengono fatte in nome della religione ebraica. E’ questo il senso dell’incontro, avvenuto il 13 luglio a Ramallah, tra Hanan Ashrawi, Membro del Comitato Esecutivo dell’OLP a Capo del Dipartimento Cultura e Informazione, e Katharina von Schnurbein, Coordinatrice della Commissione Europea per la lotta all’antisemitismo.

In occasione di questa visita, Ashrawi ha voluto sottolineare come “La cultura del razzismo e dell’odio generata dall’occupazione sia una delle espressioni più distruttive delle condizioni anormali in cui viviamo, per cui i palestinesi languono sotto una crudele occupazione mentre Israele gode di un’immunità e di un trattamento preferenziale.

Per ottenere la pace e sconfiggere violenza, odio ed estremismo bisogna affrontare le cause dell’occupazione e far rispettare il diritto internazionale umanitario”.