Addio a Dario Fo, Nobel per la Letteratura

E’ morto a 90 anni Dario Fo. Drammaturgo, attore, scrittore, impresario. Ma anche pittore e attivista politico. grande giullare. Il  premio Nobel per la Letteratura nel 1997 se ne è andato proprio nel giorno in cui viene annunciato il premiato di quest’anno.  Il premio Nobel gli venne attribuito con la motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia […]

E’ morto a 90 anni Dario Fo. Drammaturgo, attore, scrittore, impresario. Ma anche pittore e attivista politico. grande giullare. Il  premio Nobel per la Letteratura nel 1997 se ne è andato proprio nel giorno in cui viene annunciato il premiato di quest’anno.  Il premio Nobel gli venne attribuito con la motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi“.

Per 70 anni il teatro è stato la sua grande passione con più di 100 commedie in cui aveva reinventato la satira e la comicità, maestro della mimica, della corposità della parola, dell’astratto grammelot.

Indissolubile il rapporto con l’adorata moglie Franca Rame, morta nel 2013.


Dario Fo ha utilizzato la sua arte anche per raccontare la politica e l’attualità. Sono sue opere Morte accidentale di un anarchico, Il Fanfani rapito, Non si paga non si paga, Pum pum! Chi è? La polizia, Tutta casa, letto, chiesa, Clacson, trombette e pernacchie.

Il suo teatro era fatto da straordinaria vivacità linguistica, nonsense, satira.

La cerimonia pubblica per l’ultimo saluto dovrebbe essere sabato alle 15 in piazza Duomo. La camera ardente dovrebbe essere allestita domani al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Stesso luogo in cui il Nobel a marzo aveva festeggiato assieme ad amici, parenti, attori e musicisti i suoi 90 anni.

“La morte di Dario Fo addolora gli italiani. Con il suo genio creativo e con la sua incrollabile passione civile ha arricchito la cultura del nostro Paese, nella lunga stagione che va dal dopoguerra ai giorni nostri”. Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in una nota

“Oggi politici e amministratori dovrebbero abbassare la testa, con modestia, e tacere. Il fatto che Dario Fo non abbia avuto un teatro nella sua città, Milano, è sconcio e osceno”. Così Moni Ovadia a LaPresse.

“La Palazzina Liberty di Milano sarebbe dovuta andare di diritto a lui, che l’aveva occupata e ne aveva fatto un teatro di ribellione in un periodo in cui il potere gli scatenava contro i cani della censura e dell’ossessione – aggiunge Ovadia – Non sono un credente, ma se ci fosse un ‘aldilà’ sicuramente anche lì Dario sarebbe uno dei grandi protagonisti e tutti sarebbero contenti di averlo come compagno”.

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