Il caso del Rettore/Presidente. Le logiche della politica contro il buon senso

E’ di pubblico dominio che vi sia una vera e propria disciplina per la “caccia”, da parte di uomini di partito, nella conquista di una nomina nelle società partecipate e ciò, ovviamente, sia per gestire una fetta di potere, ma soprattutto per beneficiare di laute indennità e rimborsi. Ed è evidente che la gestione delle […]

E’ di pubblico dominio che vi sia una vera e propria disciplina per la “caccia”, da parte di uomini di partito, nella conquista di una nomina nelle società partecipate e ciò, ovviamente, sia per gestire una fetta di potere, ma soprattutto per beneficiare di laute indennità e rimborsi.
Ed è evidente che la gestione delle nomine è stata da sempre ad appannaggio dei partiti di governo che nelle diverse realtà locali sono riusciti a gestire e controllare oltre 1200 società partecipate dislocate su tutto il territorio nazionale.
Accade così che quando queste “opportunità” improvvisamente diminuiscono, si scateni la reazione da parte di coloro che hanno gestito e sfruttato quelle nomine per accontentare “i portatori d’acqua del mulino” del proprio partito e per consolidare la rete di gestione del potere nei territori.
Delle 1200 società partecipate (una sproporzione numerica che nonostante la riforma Madia fatica ad essere ridimensionata), ben 56 delle stesse ovvero quasi il 5% del totale, ricadono nel territorio regionale e solo fino a due anni fa, ve ne erano addirittura 3 impegnate a gestire il Trasporto Pubblico Locale in Abruzzo.
Grazie anche alla caparbietà di chi scrive e alle innumerevoli iniziative e azioni di sciopero, è stato finalmente avviato e concluso poco più di un anno fa, un coraggioso processo aggregativo e di razionalizzazione delle tre società di trasporto a partecipazione regionale, interrompendo una lunga fase storica di immobilismo politico corredata unicamente da inconcludenti ed inutili annunci.
Così di tre Presidenti, tre Consigli di amministrazione, tre collegi di revisori, tre Direttori Generali, tre vice Direttori Generali per un costo totale di €1.200.000/anno siamo scesi ad un Presidente, un Consiglio di amministrazione (con quattro componenti), un collegio di sindaci revisori, un Direttore Generale per un costo totale di € 250.000/anno.
Insomma, quel fenomeno tristemente noto (anche fuori regione), conosciuto come il “poltronificio d’Abruzzo”, grazie al nostro impegno e alla guida del Presidente Luciano D’Amico, si è trasformato in una realtà che in poco più di due anni ha già restituito alle casse degli abruzzesi oltre 25 milioni di euro imputabili per lo più a minori costi di gestione per non parlare delle nuove opportunità di lavoro a tempo indeterminato materializzatesi attraverso l’assunzione di oltre 140 giovani, tutti selezionati con procedure ad evidenza pubblica.
Un’operazione non di poco conto che, a risultati conseguiti, potrebbe apparire come una ovvietà, ma che in realtà non si sarebbe mai concretizzata in assenza di alti profili manageriali e di comprovate competenze.
In passato, operazioni di simili complesse progettualità, venivano gestite attraverso il ricorso a costosissime consulenze; questa volta invece incassiamo il frutto del lavoro gratuito di un Professore di Economia Aziendale che avrebbe, secondo qualcuno, commesso il “reato” di lavorare gratuitamente per la propria collettività assumendosi responsabilità e mettendoci la propria faccia, obbligandoci peraltro a riunioni in orari impossibili pur di non pregiudicare e di non ridurre di un solo minuto il proprio contributo all’Ateneo.
La TUA spa oggi è 870 autobus – 17 locomotori – 16 convogli passeggeri – 1587 dipendenti-28.000.000 passeggeri-37,9 milioni di km/anno che ne fanno la 7° realtà in campo nazionale.

Proprio per questo sentiamo il dovere di ringraziare (e non difendere) Luciano D’Amico pubblicamente.

 

Franco Rolandi (FILT CGIL)– Alessandro Di Naccio(FIT CISL)-  Giuseppe Murinni (UILTRASPORTI)- Luciano Lizzi(FAISA CISAL)