L’Aquila, Di Stefano sulla Tari

In una nota l’assessore al Bilancio del Comune dell’Aquila Annalisa Di Stefano scrive: “In occasione della seduta del Consiglio Comunale di ieri, in risposta ad una interrogazione con la quale si chiedevano spiegazioni sulle modalità seguite dall’Ente per determinare la quota variabile della Tassa sui Rifiuti relativamente alle pertinenze dell’abitazione, ho provveduto a chiarire che […]

In una nota l’assessore al Bilancio del Comune dell’Aquila Annalisa Di Stefano scrive: “In occasione della seduta del Consiglio Comunale di ieri, in risposta ad una interrogazione con la quale si chiedevano spiegazioni sulle modalità seguite dall’Ente per determinare la quota variabile della Tassa sui Rifiuti relativamente alle pertinenze dell’abitazione, ho provveduto a chiarire che la metodologia di calcolo utilizzata risulta in linea con le indicazioni fornite nel tempo dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), e che la stessa non ha determinato alcun aggravio di oneri per i contribuenti, che invece hanno conseguito un risparmio minimo per ciascuna posizione.

Infatti, le specifiche previsioni riportate nei Regolamenti adottati negli anni dal Comune dell’Aquila, con riferimento all’applicazione della Tassa sui Rifiuti alle cosiddette pertinenze, sono state mutuate direttamente dal prototipo di Regolamento per l’istituzione e l’applicazione della TARES, appositamente reso disponibile dal Dipartimento delle Finanze presso il MEF. Nello specifico, il Comune dell’Aquila ha stabilito come utenze non domestiche i locali destinati a cantine, autorimesse o ad altri simili luoghi di deposito e dunque alla categoria n. 3 delle stesse utenze non domestiche. Ciò ovviamente nelle sole ipotesi in cui il contribuente abbia correttamente indicato nell’apposita dichiarazione annuale le distinte superfici destinate ai due diversi utilizzi, ovvero abitazione e pertinenze.

In tal modo la quantificazione della quota variabile della Tassa riferita a detti spazi, non risentendo del peso tariffario legato alla consistenza del nucleo familiare, che incide conseguentemente soltanto sulle superfici destinate ad abitazione, ha permesso ai contribuenti di conseguire un risparmio nella TARI dovuta, anche se di ammontare non rilevante”.