Un omaggio al Professore Francesco Melli

Ad un anno dalla scomparsa del carissimo Professore Francesco Melli, sorge spontanea nelle persone che lo hanno conosciuto la volontà di ricordarlo. Il professore Melli amava definirsi “un piccolo professore di provincia”, ma piccolo sicuramente non era. Era una persona di una cultura ineguagliabile, di un’energia inesauribile, un grande fautore della giustizia e della lealtà. […]

Ad un anno dalla scomparsa del carissimo Professore Francesco Melli, sorge spontanea nelle persone che lo hanno conosciuto la volontà di ricordarlo.
Il professore Melli amava definirsi “un piccolo professore di provincia”, ma piccolo sicuramente non era. Era una persona di una cultura ineguagliabile, di un’energia inesauribile, un grande fautore della giustizia e della lealtà. E’ quindi per noi un onore e un piacere soffermarsi e riflettere su una persona che oltre ad essere un incomparabile professore di materie economiche è stato un esempio e un impareggiabile e talentuoso maestro di vita per tre generazioni di giovani alunni.

Nacque a Milano da papà Pasquale, carabiniere, e mamma Lucia, casalinga.
Dopo aver vissuto i suoi primi anni di vita a Milano e poi a Vestone (BS), nel 1939 all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il suo papà nell’aprile dello stesso anno, dovette partire con i plotoni mobilitati dei Carabinieri in Albania; e così all’età di tre anni lasciò Vestone per trasferirsi con la mamma nel piccolo paese della provincia di Brindisi da cui provenivano i suoi genitori: San Pietro Vernotico. Furono anni difficili per Francesco, la guerra, il papà lontano di cui non si sapevano notizie ed in seguito durante la giovinezza la morte prematura della mamma. Ma la sua forza interiore e la grinta lo portarono a studiare tantissimo ed a laurearsi in Economia in solo tre anni ed una sessione. Appena laureato partì come Ufficiale dell’esercito. Gli fu offerta l’opportunità di accedere alla Carriera Militare di Ufficiale Superiore, ma lui avendo un papà ormai solo e anziano a casa ad aspettarlo, decise di ritornare nel suo paese di adozione.
Si avvicinò subito al mondo della scuola, ricontattando i suoi vecchi insegnanti, maestri di vita per lui e per i quali era stato un allievo di una intelligenza poliedrica, abilitandosi prima all’insegnamento della lingua inglese e poi in materie economiche. La scuola è stata per lui una prima scelta lavorativa naturale, ma paradossalmente forse anche una via quasi segnata vuoi dal destino, vuoi da una volontà soprannaturale in considerazione sia delle sue capacità professionali che delle sue doti di profonda umanità e di estrema fiducia nelle possibilità di cambiare in meglio la società umana attraverso le energie positive delle generazioni giovani. La scuola e la famiglie dei ragazzi che lui amava definire “le fucine dove si temprano le menti, il temperamento e l’educazione dei giovani” erano per il Prof. Francesco due realtà quasi sacre e a testimonianza di questo impegno rimanevano anche l’amicizia e l’affetto perdurante nei suoi confronti da parte degli allievi e dei loro genitori pure quando si era concluso il percorso scolastico.

La sua eccezionale cultura poliedrica frutto anche della passione per la lettura, un’energia inesauribile, una conoscenza impareggiabile delle materie economiche e la passione per l’insegnamento, era nota sin dai primi anni ’70 sia a San Pietro Vernotico, a Brindisi e a Lecce che nei paesi delle stesse province. Non dimentichiamo che tra insegnamento ed esami di Stato il professore Melli ha viaggiato in tutta Italia. In quegli anni quindi ragazzi e ragazze anche con formazione superiore diversa da quella economica, che desiderassero preparare seriamente un concorso, si rivolgevano a lui. Oggi quei ragazzi, ormai uomini e donne, ricoprono ruoli di responsabilità presso Banche ed Enti pubblici e privati.
San Pietro Vernotico, suo paese di adozione come diceva lui che però era nato a Milano e si sentiva un tantino milanese, ma guai a parlar male del suo paesello adagiato tra boschi di ulivi, vigneti e un azzurro mare cristallino sferzato spesso dalla tramontana salentina. E proprio il suo attaccamento a questa terra e il rispetto per il faticoso lavoro dei suoi abitanti contadini, artigiani, lavoratori, lo motivarono, nel 1974, ad accettare l’invito fattogli, da un gruppo di artigiani locali, a prendere in mano le redini di una cooperativa di garanzia in difficoltà contabile, che rischiava di chiudere i battenti con un enorme danno per l’economia locale. Accettò subito senza riserve. Studiò il caso e attraverso la sua esperienza di Dottore Commercialista e Revisore Contabile unita alla sua proverbiale perspicacia e cocciutaggine, ai numerosi viaggi a Roma presso svariati Ministeri, la Banca d’Italia, famoso anche l’incontro a Roma con Ciampi allora funzionario, spesso raccontato in maniera pittoresca e divertente da Francesco, furono salvate le sorti della Cooperativa. Ma cosa era questa cooperativa? Era una cooperativa di intermediazione finanziaria che permetteva agli artigiani di accedere ad un prestito agevolato e a tassi concorrenziali antiusura grazie a delle convenzioni stipulate con degli Istituti Bancari sotto la supervisione del Ministero delle Finanze e degli Interni. Prestiti necessari a volte per far fronte a necessità familiari e a volte per ingrandire l’impresa e progredire nell’attività lavorativa.
Dal giorno in cui quegli artigiani avevano bussato alla sua porta chiedendo il suo aiuto e la sua collaborazione, l’impegno di Francesco per questa associazione non è mai cessato anzi anche attraverso grandi sacrifici personali fatti pure durante gli ultimi anni della sua vita e in piena malattia, la stessa si ingrandì e diventò il riferimento di tanti artigiani di entrambe le province salentine. Gli artigiani arrivavano numerosi perché sapevano che c’era il professore Melli pronto ad ascoltarli pazientemente, a consigliarli e a far fronte alle loro difficoltà.Motivato dal successo ottenuto, sostenuto e spinto dai consigli di un valido collaboratore e suo padre spirituale, don Pietro Cocciolo, persona esemplare, tra i fondatori tra l’altro dell’Istituto Tecnico Commerciale di San Pietro Vernotico e promotore della costruzione della Chiesa e della Parrocchia di San Giovanni Bosco, l’avventura continuò con la fondazione di un’altra cooperativa che si proponeva di andare incontro alle esigenze di tutti i lavoratori.

Per il professore Melli il modello delle cooperative era un simbolo forte di testimonianza dell’effettivo aiuto reciproco tra lavoratori, tra uomini: veri e propri sodalizi che dovevano essere un po’ come una grande famiglia e la gestione, oltre a seguire imprescindibili regole economiche e contabili, poteva trarre grande beneficio avvalendosi anche dell’oculatezza e dalla moralità che caratterizzano il comportamento del “buon padre di famiglia”.
Per il prof. Melli la volontà del singolo di lavorare e creare lui stesso lavoro era lodevole e andava aiutata, motivata e incoraggiata.
Anche come Dottore Commercialista e Consulente Fiscale ha fatto sì che, attraverso la sua eccezionale preparazione, la sua onestà e i suoi immancabili consigli personali che richiamavano al buon senso e alla cautela negli investimenti, i sogni e i sacrifici di piccoli artigiani e piccoli imprenditori prima, divenissero importanti realtà produttive e commerciali che oggi occupano un ruolo importantissimo nell’economia locale.
Famosa la frase di Winston Churchill che lui ripeteva sempre: “Alcune persone vedono un’impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com’è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante”.

Come dicevamo la scuola è stata il suo primo amore, e per sua specifica volontà e anche con l’aiuto di alcuni colleghi insegnanti fondò la sezione locale di San Pietro Vernotico dell’A.N.E.B. – Associazione Nazionale Educatori Benemeriti, un’associazione socio culturale diffusa in quasi tutte le regioni d’Italia. Educatori benemeriti sono coloro che hanno vissuto una vita per la scuola che lascia un’impronta indelebile, che perdura come vocazione alla solidarietà, all’umanità, alla cultura, all’impegno sociale anche dopo la fine del servizio attivo. Gli educatori e i giovani, l’apporto dell’insegnante alla formazione di una coscienza democratica, i rapporti tra scuola e famiglia, l’educazione alla cultura e all’uso delle moderne tecnologie e moltissimi altri temi di ampio spessore e aperti al dibattito che vedono impegnati la scuola e la società contemporanea sono patrocinati dall’A.N.E.B. Tutti argomenti che come sappiamo stavano molto a cuore al caro professore Melli sin dai primi anni della sua carriera come insegnante.

L’educazione alla cultura, ma anche una passione e un’ammirazione per l’arte fu alla base negli anni ’70 dell’apertura, insieme a un gruppo di amici e in particolare il Professore Ivaldo Vecchio, del famoso Circolo Professionisti, un circolo culturale dove spesso venivano organizzate mostre di pittura e di scultura di vari artisti. In quegli anni nacque una bellissima e fraterna amicizia con un grande pittore salentino, Santino Blasi, la cui bravura e spiccata intuizione e sensibilità artistica è conosciuta in tutto il territorio nazionale.
Ma non è tutto, la sua energia inesauribile ha portato il professore Melli a impegnarsi come consigliere nel Consiglio d’Amministrazione dell’allora Ospedale Provinciale “Ninetto MELLI” di San Pietro Vernotico, a svolgere l’incarico di Giudice e Relatore Tributario presso le Commissioni Tributarie di Bari, Lecce e Brindisi, a essere eletto consigliere e segretario nell’ordine dei Dottori Commercialisti di Brindisi, Perito in numerose procedure antiusura, presso il Tribunale di Brindisi.

Spesso riflettendo sul suo passato mi soffermo a chiedermi come facesse a svolgere tutte queste attività, mettendoci ovunque la passione, la precisione e non trascurando in nessun modo le persone a lui più care, pronto sempre ad ascoltarle e donargli un consiglio preciso e puntuale. Forse l’unica cosa che ha sempre trascurato è stato il sonno, dormiva pochissime ore, pronto a non perdere il suo appuntamento con l’ascolto di “Radio 24” in quanto come affermava “la notte si acquisiscono delle notizie economiche importanti che durante il giorno sono sottovalutate”, ed era già in attività le primissime ore del mattino.
Ci sembra ancora di vederlo quando dopo un pranzo estivo si adagiava sul dondolo a leggere il suo “Sole 24 Ore” e ogni tanto alzava lo sguardo ad osservare il verde, i fiori, la natura, i fantastici fiori multicolori dalle tonalità esplosive delle piante di oleandro ondeggianti nel vento.… assomigliano a emozionanti fuochi di artificio……commentava.
Appena poteva poi si dedicava ai suoi amati, antichissimi oliveti di famiglia che curava con attenzione e precisione e un affetto quasi commovente …… “si sottovaluta e spesso si maltratta ormai l’agricoltura e la terra, ma non dimentichiamoci che è l’inizio di tutto” diceva. Queste occasioni rappresentavano per lui un momento di relax, così come lo erano le uscite in barca e le battute di pesca nelle calde giornate estive trascorse insieme al prof. Ivaldo Vecchio a cui lo legava una fraterna amicizia.

Il ricordo del professore, papà, nonno, marito, giudice, amico …… dell’uomo Francesco è e sarà sempre vivo in noi parenti, conoscenti, amici, colleghi, alunni e in tutte le persone che lo hanno conosciuto perché non è facile incontrare nella propria vita una persona con il carisma, la bontà, la lealtà, la dirittura morale del professore Melli: per questo noi tutti ci riteniamo fortunati ad averlo conosciuto, ad essergli stati affianco durante i momenti felici e meno felici, durante le sue numerose battaglie, durante la dolorosa malattia.
Grazie professore Melli “piccolo professore di provincia” come amavi definirti ……ma con un grande animo e amore per il prossimo. Sei stato e sarai sempre per noi e per tutti un esempio e un maestro di vita.

Chi ti ha conosciuto e ti ricorderà e stimerà per sempre