Europee. Terzo Settore: “Ue sia più sostenibile, equa e solidale”

Lotta alle diseguaglianze; rispetto e promozione dei diritti umani; sviluppo sostenibile; lotta al cambiamento climatico; sostegno e promozione degli spazi di partecipazione della societa’ civile. Sono le richieste che il Forum del Terzo Settore inoltra alle istituzioni europee che usciranno rinnovate dal voto del 26 maggio. Un’agenda rivolta a tutte le parti politiche candidate a […]

Lotta alle diseguaglianze; rispetto e promozione dei diritti umani; sviluppo sostenibile; lotta al cambiamento climatico; sostegno e promozione degli spazi di partecipazione della societa’ civile. Sono le richieste che il Forum del Terzo Settore inoltra alle istituzioni europee che usciranno rinnovate dal voto del 26 maggio. Un’agenda rivolta a tutte le parti politiche candidate a rappresentare l’Italia nel prossimo Parlamento europeo. Si chiama ‘L’Europa in cui crediamo: sostenibile, equa e solidale’, ed e’ il manifesto messo a punto dal Forum nazionale del Terzo Settore e Concord Italia in collaborazione con le reti e le coalizioni della societa’ civile. Nove punti per chiedere ai candidati al Parlamento europeo impegni precisi per costruire un’Europa di pace, unita e guidata dai valori della liberta’, dei diritti e della solidarieta’. Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Terzo Settore, parla di “un’agenda che non puo’ non tener conto di alcuni elementi. In primis il rafforzamento dell’Unione europea non solo rispetto ad alcuni contenuti come il pilastro sociale, quindi il tema di come si combattono le disuguaglianze sociali e come si crea lavoro”. Bisogna, dice intervistata dall’agenzia Dire, “lavorare non solo sul pilastro economico ma anche sul pilastro sociale e quindi sul pilastro fiscale come strumento di solidarieta’ economica per alimentare gli obiettivi di coesione sociale”. Non solo, prosegue: “Ci sono agende specifiche legate all’ambiente e allo sviluppo, all’innovazione, al welfare. E poi il tema delle migrazioni, ovvero come si affrontano in modo integrato le migrazioni”. Tra i nove punti messi nero su bianco dell’associazionismo ci sono il rafforzamento della dimensione sociale dell’Unione europea; la valorizzazione dell’economia sociale di tutti i soggetti del terzo settore. E poi: combattere la poverta’ le diseguaglianze; lotta al cambiamento climatico e difesa dell’ambiente; riformare le politiche europee sull’immigrazione e impegnarsi per una nuova cultura dell’accoglienza. Il Terzo Settore chiede all’Europa di schierarsi in prima linea nella realizzazione a livello globale dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. E ancora: un commercio giusto che rispetti le persone, l’ambiente, il lavoro e i diritti; un modello di sviluppo agricolo equo e solidale; l’educazione alla cittadinanza globale perche’, si legge nel manifesto, “un’Europa diversa non puo’ prescindere dalle proposte culturali”.

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