Egitto. Caso Zaki, la sorella Marise: “Non dimenticatelo”

“Stanno circolando notizie non confermate circa focolai di coronavirus nelle carceri egiziane”: lo ha detto la sorella di Patrick Zaki, Marise, intervistata dal quotidiano La Repubblica. La ragazza ha denunciato che ne’ lei ne’ i genitori hanno contatti con il ricercatore da oltre un mese e temono per la sua salute. Patrick, ha spiegato Marise, […]

“Stanno circolando notizie non confermate circa focolai di coronavirus nelle carceri egiziane”: lo ha detto la sorella di Patrick Zaki, Marise, intervistata dal quotidiano La Repubblica. La ragazza ha denunciato che ne’ lei ne’ i genitori hanno contatti con il ricercatore da oltre un mese e temono per la sua salute. Patrick, ha spiegato Marise, e’ asmatico, e gia’ prima del trasferimento da Mansoura a Tora, la famiglia aveva constatatao che respirava male a causa dei fumatori presenti nelle cella che condivideva con altre 34 persone. L’attivista e ricercatore egiziano iscritto a un master dell’Universita’ di Bologna e’ stato arrestato al Cairo l’8 febbraio scorso per sedizione sui social network, e da allora e’ in detenzione cautelare nel carcere di Tora. Sul suo caso e’ intervenuto oggi anche Erasmo Palazzotto, deputato Leu e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni: “La sorella ci chiede di non dimenticarci di lui, e io faccio mia la sua richiesta. Il Governo italiano faccia il possibile per riportarlo a casa”. Palazzotto ha evidenziato che l’attuale epidemia di coronavirus “ha peggiorato la situazione, tanto che le autorita’ hanno proibito ai detenuti di vedere anche i loro avvocati. Tutto e’ fermo, non si conosce la data della prossima udienza, non si conoscono le condizioni di Zaki. La cui vita e’ a rischio”.