Scuola. Un mese alla maturità, docente: “Non smettete di pensare al futuro”

“I ragazzi vogliono tornare a scuola, mancano il contatto e il rapporto umano che fanno parte del percorso di crescita. Probabilmente il fatto di sentirsi i ragazzi della ‘maturita’ del Covid’ fara’ sempre parte del loro bagaglio di vita, alternative non ce ne sono. Per chi sta preparando la maturita’ di quest’anno, quanto sta accadendo […]

“I ragazzi vogliono tornare a scuola, mancano il contatto e il rapporto umano che fanno parte del percorso di crescita. Probabilmente il fatto di sentirsi i ragazzi della ‘maturita’ del Covid’ fara’ sempre parte del loro bagaglio di vita, alternative non ce ne sono. Per chi sta preparando la maturita’ di quest’anno, quanto sta accadendo deve pero’ essere uno spunto di riflessione su cosa sia cambiato nella vita di tutti. Consiglio loro di chiedersi cosa si aspettino dal futuro, tenendo conto di aver raggiunto determinati obiettivi in modo anche piu’ complicato del normale”. Sono le parole di Vittoria Girardi, docente di scuola secondaria superiore a Trieste, che a un mese dall’inizio della maturita’ incoraggia gli studenti che dovranno sostenere l’esame. “A questa emergenza non era preparato nessuno- sottolinea la docente- non bisogna tralasciare il fatto di chiedersi in maniera molto seria che vita si voglia per il proprio domani, che contributo ognuno possa dare per il futuro. Mi auguro che venga percepita l’importanza di una seria preparazione, ora piu’ che mai. Ci sara’ sicuramente stato un momento di smarrimento iniziale, quando tutto e’ iniziato, un periodo in cui magari si e’ pensato di ‘fare vacanza’; ora non ci si puo’ permettere di perdere tempo, perche’ si sta lavorando per la propria vita”. “Questo periodo deve essere servito a tutti per capire che cosa significhi prepararsi e studiare per il futuro e andare avanti. I professori sono tutti a disposizione di chi sta studiando: consiglio di non aver paura o remore a contattarli, perche’ i canali ci sono e ognuno trovera’ sempre il suggerimento, il consiglio e il supporto. Anche a noi professori- conclude- mancano i momenti in classe, quel rapporto, quel modo di stare vicini ai nostri ragazzi che stanno attraversando un momento cosi’ delicato”.