Dl “Rilancio”: da ecobonus a reddito, le misure per famiglie e lavoratori

Interventi a sostegno dei genitori lavoratori, misure per assicurare la necessaria liquidita’ attraverso la certezza del reddito e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, introduzione di indennita’ e di nuovi strumenti come il Reddito di Emergenza destinato ai nuclei familiari piu’ in difficolta’, importanti stanziamenti per allargare le tutele sociali. Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 […]

Interventi a sostegno dei genitori lavoratori, misure per assicurare la necessaria liquidita’ attraverso la certezza del reddito e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, introduzione di indennita’ e di nuovi strumenti come il Reddito di Emergenza destinato ai nuclei familiari piu’ in difficolta’, importanti stanziamenti per allargare le tutele sociali. Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 il Governo ha introdotto, a partire dal Decreto “Cura Italia” una serie di misure a favore delle famiglie italiane, successivamente rafforzate e prolungate con il Decreto Rilancio che ha inoltre cancellato definitivamente le clausole di salvaguardia, eliminando gli aumenti di IVA e accise previsti a partire dal 2021 a beneficio dell’economia e della famiglie. Ecco una scheda di sintesi delle misure, sulla base delle indicazioni del Mef. Tra i principali interventi a favore delle famiglie c’e’ il sostegno ai genitori lavoratori con un bonus per acquisto servizi di baby sitting: con il Decreto “Cura Italia” e’ stato introdotto un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate per il 2020 a decorrere dal 5 marzo. Con il Decreto Rilancio il voucher sale da 600 a 1.200 euro (in quanto usufruibile su 2 mesi) e puo’ essere utilizzato anche per l’iscrizione ai centri estivi, potenziati a loro volta con il rifinanziamento del Fondo per le politiche della famiglia, da 150 milioni di euro. Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, con uno stanziamento di circa 680 milioni, il bonus aumenta da 1.000 a 2.000 euro (in quanto usufruibile su 2 mesi). Quindi i congedi parentali: per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, il Decreto “Cura Italia” ha previsto il diritto a fruire per i figli di eta’ non superiore ai 12 anni di uno specifico congedo, per il quale e’ riconosciuta una indennita’ pari al 50 per cento della retribuzione. Con il Decreto Rilancio, con uno stanziamento complessivo di 660 milioni di euro, la durata del congedo e’ stata estesa da quindici giorni a un periodo continuativo o frazionato fino a trenta giorni complessivi, mentre il periodo di fruizione e’ stato esteso dal 3 maggio fino al 31 luglio 2020.

Novita’ per il lavoro agile: fino alla cessazione dello stato di emergenza da COVID-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dal lavoro o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalita’ agile anche in assenza degli accordi individuali. Per i datori di lavoro pubblici, fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, la modalita’ di lavoro agile puo’ essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato. Poi c’e’ il sostegno alla Scuola: il Decreto “Cura Italia” ha incrementato di 85 milioni di euro le risorse per il 2020 del Fondo per l’innovazione digitale e la didattica laboratoriale, con risorse destinate all’acquisto di piattaforme e strumenti digitali da parte delle scuole statali (per 10 milioni di euro), alla messa a disposizione di dispositivi digitali individuali in comodato d’uso per gli studenti meno abbienti (per 70 milioni di euro), alla formazione del personale. Il Decreto Rilancio ha ampliato ed esteso la portata delle misure a sostegno del sistema scolastico. Tra gli interventi, uno stanziamento di 331 milioni di euro per il 2020 per incrementare il fondo di funzionamento delle istituzioni scolastiche, con risorse destinate a interventi di adattamento degli spazi scolastici per lo svolgimento dell’attivita’ didattica in condizioni di sicurezza, al potenziamento della didattica anche a distanza e a favore dell’inclusione scolastica e per realizzare misure che contrastino la dispersione, all’acquisto di dispositivi di protezione e di materiali per l’igiene individuale e degli ambienti. Viene inoltre istituito un “Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, che prevede, per attuare misure di contenimento del rischio epidemiologico, lo stanziamento di 400 milioni nel 2020 e di 600 milioni nel 2021.

Per quanto riguarda le tutele sociali, sono stati rafforzati i permessi ex legge 104: il Decreto “Cura Italia” ha incrementato di ulteriori dodici giornate il numero di giorni di permesso retribuito riconosciuto dalla normativa vigente per l’assistenza di familiari disabili e coperto da contribuzione figurativa (i cosiddetti “permessi ex legge 104/92”). I dodici giorni ulteriori, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020, si sono aggiunti ai tre giorni di permesso mensile gia’ previsti dalla legge, per un totale di diciotto giorni totali per i due mesi citati. Al personale sanitario tale beneficio e’ stato riconosciuto compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza COVID-19 e del comparto sanita’. Il Decreto Rilancio, con uno stanziamento complessivo di 800 milioni di euro, ha confermato lo stesso intervento per i mesi di maggio e giugno 2020.

Potenziati anche i fondi per l’assistenza e i servizi per le disabilita’: con il Decreto Rilancio vengono destinati 150 milioni complessivi al potenziamento dell’assistenza, dei servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilita’ gravissima e non autosufficienti gravi e al il sostegno di coloro che se ne prendono cura, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19. Quanto al reddito di Emergenza per famiglie con componenti con disabilita’: alle famiglie in difficolta’ a causa dell’Emergenza Covid-19 viene riconosciuta, con una spesa di circa un miliardo di euro prevista all’interno del Decreto Rilancio, questa forma di sostegno straordinaria, erogata in due quote con un valore compreso per ciascuna fra 400 e 800 euro (in particolare, 840 euro sono riconosciuti a famiglie con componenti in condizioni di disabilita’ grave o non autosufficienza).

Sulla didattica per studenti con disabilita’: all’interno dei 331 milioni di euro destinati dal Decreto Rilancio a incrementare il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, per assicurare la ripresa dell’attivita’ scolastica in condizioni di sicurezza e garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica, vengono destinate risorse a interventi in favore della didattica degli studenti con disabilita’, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali.

Poi ci sono i sostegni fiscali. Versamenti sospesi: con il Decreto “Cura Italia” e con il successivo Decreto Liquidita’, il Governo ha sospeso un’ampia gamma di versamenti di ritenute, tributi e contributi, stabilendo il differimento delle scadenze e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi. Con il Decreto Rilancio vengono ulteriormente prorogate le sospensioni dei versamenti di marzo, aprile e maggio, fino al settembre 2020 e vengono introdotte ulteriori misure fiscali volte a sostenere da un lato l’attivita’ imprenditoriale e dall’altro a ridurre gli oneri per i dispositivi di protezione, le spese di sanificazione ed adeguamento degli ambienti di lavoro e spazi commerciali. Soppresse le clausole di salvaguardia in materia di IVA e accise: con il Decreto Rilancio vengono soppresse definitivamente, a partire dal 1° gennaio del 2021, le cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedono aumenti automatici delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto e di quelle in materia di accisa su taluni prodotti carburanti. Sospesi pignoramenti su stipendi e pensioni: fino al 31 agosto 2020 sono sospesi, con un intervento previsto dal Decreto Rilancio, i pignoramenti su stipendi, salari e pensioni effettuati dall’agente della riscossione. Fino alla stessa data queste somme non sono sottoposte al vincolo di indisponibilita’ e il terzo pignorato le rende fruibili al debitore esecutato, anche in presenza di assegnazione gia’ disposta con provvedimento del giudice dell’esecuzione.

Quanto al Tax credit vacanze, il Decreto Rilancio introduce un credito alle famiglie con un reddito ISEE non superiore a 40.000 euro per il pagamento dei servizi offerti dalle imprese turistico ricettive. Il credito, utilizzabile da un solo componente per ciascun nucleo familiare, e’ pari a 500 euro per ogni nucleo familiare, a 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e a 150 euro per quelli composti da una sola persona.

Quindi ecobonus e sismabonus al 110%: viene introdotta, con il Decreto Rilancio, una detrazione fiscale al 110% delle spese per i lavori di riqualificazione energetica e/o antisismica con possibilita’ di cedere il relativo credito fiscale. Si applica alle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi di isolamento termico e altri interventi di efficientamento energetico. Fra gli interventi sono compresi anche quelli per la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Quanto alla protezione dei redditi, e’ stata estesa per nove mesi, per effetto del Decreto “Cura Italia”, l’operativita’ del Fondo di solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 33 per cento rispetto all’ultimo trimestre 2019, a seguito della chiusura o della restrizione della propria attivita’ in attuazione delle misure adottate per l’emergenza coronavirus.

Sulla sospensione delle procedure di licenziamento: con il Decreto “Cura Italia” e’ stato sospeso, per i due mesi successivi alla data della sua entrata in vigore, l’avvio delle procedure di impugnazione dei licenziamenti per 60 giorni e nello stesso periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020. Con il Decreto Rilancio il termine previsto dal decreto-legge “Cura Italia” entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso viene esteso a cinque mesi. Cassa integrazione in deroga: Il Decreto “Cura Italia” ha esteso la Cassa Integrazione in deroga per l’intero territorio nazionale, per tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi, con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di euro. Per i datori di lavoro, anche le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attivita’ a seguito dell’emergenza epidemiologica e’ stata prevista la possibilita’ di fare ricorso alla Cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “Covid-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilita’ e’ stata estesa anche alle imprese che gia’ beneficiano della Cassa integrazione straordinaria. Il Decreto Rilancio, con uno stanziamento di 16 miliardi di euro, ha rafforzato gli istituti della Cassa Integrazione e del Fondo di Solidarieta’ per ulteriori 9 settimane: in particolare vengono estese le tutele previste dal Cura Italia fino al 31 agosto 2020 e incrementate di successive 4 settimane per i periodi dal primo settembre al 31 ottobre 2020. La Cig straordinaria viene estesa a 18 settimane da fruire entro il 31 ottobre 2020.

Modifica di pagamenti di Cig in deroga: per evitare i ritardi nel pagamento della Cassa integrazione in deroga, il Decreto Rilancio permette anche alle imprese sotto i 5 dipendenti di fare domanda direttamente all’INPS. Il datore di lavoro che si avvale del pagamento diretto da parte dell’Inps trasmette la domanda unitamente ai dati essenziali per il calcolo ed effettua l’erogazione di una anticipazione della prestazione ai lavoratori. L’Inps autorizza le domande e dispone l’anticipazione di pagamento del trattamento entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse. La misura dell’anticipazione e’ calcolata sul 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo. A seguito della successiva trasmissione completa dei dati da parte dei datori di lavoro, l’Inps provvede al pagamento del trattamento residuo o al recupero nei confronti dei datori di lavoro degli eventuali importi indebitamente anticipati. Estensione accesso all’assegno ordinario: con il Decreto “Cura Italia” e’ stata prevista per i datori di lavoro la possibilita’ di presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario con causale ‘emergenza COVID-19′, a decorrere dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020. Su NASPI e DISCOLL, invece, le prestazioni dei sussidi di disoccupazione ordinari (NASPI) e per Co.Co.Co. (DISCOLL) che finiscono nel periodo compreso tra il primo marzo 2020 e il 30 aprile 2020, con il Decreto Rilancio vengono prorogate per ulteriori due mesi, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennita’ dei 600 euro previste nel Decreto “Cura Italia” e nel Decreto Rilancio. L’Importo per ogni mensilita’ aggiuntiva e’ pari all’importo dell’ultima mensilita’ della prestazione originaria.

Indennita’: i provvedimenti governativi hanno introdotto una serie di indennizzi non cumulabili con pensioni o stipendi. In particolare: il Decreto “Cura Italia” ha previsto un indennizzo di 600 euro per una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. Con il Decreto Rilancio l’indennizzo previsto a marzo viene erogato anche per il mese di aprile. Lo riceveranno anche coloro che hanno presentato domanda in un momento successivo: gli stagionali diversi dal settore turismo, i lavoratori occasionali e quelli intermittenti. 1.000 euro per il mese di maggio: con il Decreto Rilancio viene riconosciuta questa indennita’ ai liberi professionisti titolari di partita Iva, non in pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Viene riconosciuta anche ai Co.Co.Co che hanno cessato il rapporto di lavoro all’entrata in vigore del decreto. Per artigiani, commercianti e coltivatori diretti, invece, con il Decreto Rilancio, a partire da maggio queste categorie vengono ricomprese nell’insieme di societa’ di persone e capitali e rientrano nell’ambito dell’attivita’ dell’Agenzia delle Entrate, che eroga indennizzi a fondo perduto alle imprese che hanno subito un calo del 33% del fatturato. Gli indennizzi sono parametrati alla perdita di fatturato, con un valore minimo di 1.000 euro. Professionisti ordinistici: continuano a venire gestiti dalle casse professionali per i mesi di aprile e maggio. Fondo per il reddito di ultima istanza per tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro: il Decreto “Cura Italia” ha istituito il Fondo per il reddito di ultima istanza, volto a garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che, in conseguenza dell’emergenza da COVID 19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attivita’ o il loro rapporto di lavoro. Il Fondo, con una dotazione di 300 milioni di euro per l’anno 2020, e’ rivolto a professionisti ordinisti e altri esclusi dall’indennizzo di 600 euro, per un totale di 500.000 persone.

Reddito di Emergenza: alle famiglie in difficolta’ a causa dell’Emergenza Covid-19 viene riconosciuta, con il Decreto Rilancio, questa forma di sostegno straordinaria, erogata in due quote con un valore compreso per ciascuna fra 400 e 800 euro (840 euro a famiglie con componenti in condizioni di disabilita’ grave o non autosufficienza). La platea fa riferimento a un milione di famiglie, che devono essere residenti in Italia, avere un reddito nel mese di aprile inferiore all’ammontare del beneficio che si riceve, un patrimonio mobiliare famigliare nel 2019 inferiore a 10.000 euro (tetto elevabile a un massimo di 25.000 euro a seconda del nucleo familiare) e un valore ISEE inferiore a 15.000 euro. Il Rem non e’ compatibile con le altre forme di sostegno previste dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19 e non viene erogato ai titolari di pensione, di un rapporto di lavoro dipendente con una retribuzione lorda superiore al reddito stesso e a chi gia’ riceve il reddito di cittadinanza. Colf e badanti: ai lavoratori domestici con uno o piu’ contratti di lavoro per oltre 10 ore alla settimana, attivi al 23 febbraio 2020, con il Decreto Rilancio viene riconosciuta per aprile e maggio 2020 un’indennita’ mensile pari a 500 euro al mese. Dalla norma, che prevede uno stanziamento di poco inferiore ai 500 milioni di euro, sono esclusi i lavoratori domestici conviventi con il datore di lavoro e coloro che percepiscono il reddito di emergenza o il reddito di cittadinanza. Accesso al Reddito di cittadinanza senza condizioni: ferma restando la fruizione dei benefici economici, considerate le misure di contenimento adottate allo scopo di contrastare la diffusione del virus, con il Decreto “Cura Italia” sono stati sospesi per due mesi dall’entrata in vigore dello stesso decreto gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza, le procedure di avviamento a selezione, nonche’ i termini per le convocazioni da parte dei centri per l’impiego per la partecipazione ad iniziative di orientamento, al fine di limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari.

Sovvenzioni al pagamento dei salari per evitare licenziamenti: con il Decreto Rilancio, ai sensi del nuovo Temporary Framework europeo, gli enti territoriali possono adottare misure di aiuto a sostegno dell’economia per contribuire ai costi salariali delle imprese (fra cui quote contributive e assistenziali) e dei lavoratori autonomi per evitare i licenziamenti durante la pandemia. La sovvenzione ha durata di 12 mesi, e’ rivolta ai dipendenti che altrimenti avrebbero perso il posto di lavoro e non deve superare l’80% della retribuzione mensile lorda. Premi ai lavoratori dipendenti che restano in servizio: con il Decreto “Cura Italia” ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo hanno svolto la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un incentivo di 100 euro (in proporzione ai giorni lavorati). Il premio non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte dirette. Sostegno al personale sanitario: il Decreto “Cura Italia” ha incrementato di 250 milioni di euro le risorse per il 2020 destinate alla remunerazione delle prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro del personale sanitario (dipendente dagli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale) direttamente impiegato nelle attivita’ di contrasto alla emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del virus COVID-19.

Il Decreto Rilancio ha previsto ulteriori 190 milioni per incentivi ai medici, infermieri e a tutto il personale sanitario. Straordinari per le forze dell’ordine: con il Decreto “Cura Italia” sono stati stanziati fondi per oltre 100 milioni di euro per il pagamento degli straordinari e di altri oneri dovuti ai maggiori compiti connessi all’emergenza per le Forze di polizia, le Forze armate, il Corpo di polizia penitenziaria, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il personale della carriera prefettizia, quello dei ruoli dell’Amministrazione civile dell’interno e quello delle polizie locali, nonche’ per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso alle medesime Forze, e per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale. Con il Decreto Rilancio, piu’ di 167 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali vengono destinati alle funzioni di gestione dell’emergenza del Ministero dell’Interno, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, al pagamento degli straordinari e alle indennita’ di ordine pubblico.