Scuola. Maturità, Dirigente: “Per studenti giusta distanza è ingiusta”

“Oggi cominciano gli esami di maturita’, oggi i nostri ragazzi piu’ grandi, i maturandi, ritorneranno a scuola. Sara’ un ritorno piu’ freddo rispetto a come l’hanno lasciata, ma sara’ un ritorno. Ci saranno le distanze – le cosiddette giuste distanze – che purtroppo se sono giuste da un punto di vista di prevenzione, sono ingiuste […]

“Oggi cominciano gli esami di maturita’, oggi i nostri ragazzi piu’ grandi, i maturandi, ritorneranno a scuola. Sara’ un ritorno piu’ freddo rispetto a come l’hanno lasciata, ma sara’ un ritorno. Ci saranno le distanze – le cosiddette giuste distanze – che purtroppo se sono giuste da un punto di vista di prevenzione, sono ingiuste da un punto di vista emotivo”. Esordisce cosi’ Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell’I.C. Regina Elena di Roma. La preside poi aggiunge: “Per quel che mi riguarda, come presidente di commissione, cerchero’ di avvicinarli emotivamente il piu’ possibile, perche’ penso che in questa prova esca la parte piu’ autonoma, piu’ critica e piu’ adulta dei nostri studenti”. Le novita’ di questa prova, a detta di Sonnino, non sono tutte negative: “Molti ragazzi sono contenti perche’ non ci saranno gli scritti ma un maxi colloquio da 60 minuti”, nel quale avranno la possibilita’ “di farci comprendere in modo interdisciplinare le competenze raggiunte, legate a tutti gli apprendimenti dell’ultimo anno di corso. E questo- puntualizza la dirigente- ricomprende anche cio’ che si e’ imparato durante la didattica a distanza”. Secondo l’esperta, anche psicoterapeuta, c’e’ stata una grande differenza in come hanno vissuto questa fase i bambini piu’ piccoli e gli adolescenti. Alla scuola primaria “i bimbi piu’ piccoli, ad esempio, cominciavano a sbocciare, iniziavano a comprendere come ci si muove nell’ambiente di apprendimento. Tutto d’un tratto noi glielo abbiamo modificato- incalza- Avevano compreso quali fossero gli spazi, le regole per stare insieme, e noi gliele abbiamo modificate. In questo senso credo che i bambini abbiano vissuto una sorta di conflitto- continua Sonnino- perche’ le regole di scuola mal si prestavano ad essere applicate in casa”.
a preside non nasconde, infatti, “che c’e’ stato anche qualche bimbo che saltava sul letto con il pigiama mentre si doveva fare lezione, ma devo dire- aggiunge- che e’ emerso un grande impegno da parte di tutti”. I genitori “si sono fortemente impegnati e questo periodo, forse, gli ha fatto anche comprendere quanto puo’ essere complesso lavorare con i propri figli”. Gli studenti adolescenti, invece, “hanno avuto un’altra esperienza, legata a una differente motivazione allo studio” e a un diverso approccio alle tecnologie. Per i ragazzi “la motivazione per lo studio e’ piu’ intrinseca che per un bambino- approfondisce Sonnino- Un bimbo piccolo tra il gioco e lo studio scegliera’ sempre il gioco”. Inoltre i giovani piu’ grandi hanno “un’abilita’ con le tecnologi e sostanzialmente erano gia’ abituati, perche’ ci lavorano, ci giocano e ci comunicano continuamente”. Tra i lati piu’ positivi della didattica a distanza, dunque, c’e’ proprio “l’aver messo in pratica le loro competenze digitali, in una maniera anche utile alla loro formazione”. Pero’ a tutti i giovani, grandi e piccini, “e’ mancata la socializzazione. I ragazzi amano stare insieme, giocare con i compagni”, e questo e’ uno dei fattori che “hanno piu’ sofferto: non condividere con l’altro”.

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