Internet. Picco crimini informatici durante lockdown, ad aprile +50%

Durante il lockdown, complice l’incremento dello smart working, delle attivita’ di didattica a distanza e una maggiore connessione ai social network, i crimini informatici sono raddoppiati facendo registrare nel mese di aprile il record del 50 per cento degli attacchi. È quanto emerge dal primo report realizzato dall’osservatorio sulla Cybersecurity di Exprivia, societa’ di Molfetta […]

Durante il lockdown, complice l’incremento dello smart working, delle attivita’ di didattica a distanza e una maggiore connessione ai social network, i crimini informatici sono raddoppiati facendo registrare nel mese di aprile il record del 50 per cento degli attacchi. È quanto emerge dal primo report realizzato dall’osservatorio sulla Cybersecurity di Exprivia, societa’ di Molfetta (Bari). Il 59 per cento degli episodi ha provocato come danno il furto dei dati e per un attacco su quattro non e’ stata identificata la tecnica adottata. Il tema coronavirus e’ stato utilizzato come esca nel 20 per cento dei casi per ingannare le persone facendo leva su termini equivoci come “Corona Antivirus” o “Covid 9 Antivirus” che nascondevano malware. La tecnica piu’ usata e’ stata il phishing (nel 30% dei casi), una truffa che inganna l’utente facendo leva su messaggi esca via e-mail per accedere a dati finanziari o per rubare i codici di accesso ai servizi a cui la persona e’ abbonata. Piu’ del 45 per cento delle campagne criminali sono state indirizzate a soggetti multipli e non classificabili mentre tra gli ambiti identificati piu’ colpiti nei mesi presi in esame quello dell’education (in particolare universita’ e scuole), oggetto del 16 per cento degli attacchi e quello delle piattaforme Cloud, particolarmente sotto stress per il lavoro da remoto con il 14 per cento, seguono finanza (10% degli attacchi totali) e sanita’ con il 5 per cento sono gli altri due settori che hanno registrato un numero significativo di attacchi. “Il cybercrime ha trovato terreno fertile per compiere attacchi che, in molti casi, hanno avuto successo trasformandosi in incidenti. Due i motivi: una diffusa mancanza di cultura digitale anche nei singoli cittadini e l’inadeguatezza con cui aziende ed enti pubblici proteggono dati sensibili e sistemi informatici”, spiega Domenico Raguseo, direttore Cybersecurity Exprivia. Evitare di essere vittime di cyber reati e’ possibile seguendo piccoli accorgimenti come verificare la sintassi dei messaggi di posta elettronica o dell’indirizzo del mittente, trasmettere dati sensibili solo ai siti che utilizzano protocolli cifrati e controllare, durante la navigazione, che l’indirizzo Url sia quello del sito che si vuole visitare e non un sito copia.