Cinema. Tutte a casa, al via crowdfunding film su pandemia raccontata da donne

Oltre 2mila follower e 4mila contributi video inviati da 150 donne. È il bilancio della call lanciata da un gruppo di sedici professioniste del mondo del cinema e della comunicazione durante i primi giorni del lockdown per raccogliere materiale video per il film collettivo ‘Tutte a casa-Donne, Lavoro, Relazioni ai tempi del Covid-19′, che vuole […]

Oltre 2mila follower e 4mila contributi video inviati da 150 donne. È il bilancio della call lanciata da un gruppo di sedici professioniste del mondo del cinema e della comunicazione durante i primi giorni del lockdown per raccogliere materiale video per il film collettivo ‘Tutte a casa-Donne, Lavoro, Relazioni ai tempi del Covid-19′, che vuole raccontare la pandemia dal punto di vista delle donne. Per chiudere il progetto le organizzatrici hanno lanciato oggi una campagna di crowdfunding su Produzioni Dal Basso, con l’obiettivo di raggiungere entro il 30 settembre 15mila euro, quota che andra’ a coprire le spese di montaggio e post-produzione. “‘Tutte a casa’ e’ un film composto da materiali video girati con il proprio cellulare da donne di estrazione sociale ed eta’ diverse, provenienti da tutta Italia, durante lo tsunami sanitario causato dal coronavirus- scrivono le professioniste su Produzioni dal Basso- La paziente malata di Covid, la mamma in smart working e quella in cassa integrazione, il medico che ha curato il virus. La maestra impegnata nella didattica a distanza, la ballerina di pole dance, la donna che si ritrova a fare i conti con un corpo che non riesce piu’ a comandare, le tassiste che attraversano citta’ deserte, le ostetriche sempre al fianco delle donne. Per alcune, la quarantena e’ stata una rinascita, per altre una prigione, per altre ancora un motivo di riscoperta. Tutte loro, tra estro, creativita’ e sconforto, hanno saputo agire su se stesse, cercando soluzioni alla costrizione”. Migliaia di video “ricostruiscono il corso di giornate apparentemente tutte uguali, eppure diverse. Le lacrime in un video selfie, una canzone urlata, il lievito della pizza, l’ennesima video call. E poi la stanchezza, il senso di vuoto, la malattia, la perdita, la voglia di andare avanti, per riscoprirsi piu’ forti, a volte piu’ fragili o semplicemente diverse”. Le 16 registe, sceneggiatrici, autrici, giornaliste, storyteller, attrici, che hanno raccolto questi contributi hanno costruito a loro volta un percorso che dall’incontro su un gruppo Facebook le ha portate ad organizzarsi nel collettivo ‘Tutte a casa’ e poi a fondare l’omonima associazione, creando “una vera e propria casa di produzione online tutta la femminile. Il nostro e’ stato un piccolo miracolo che ha dell’incredibile- raccontano- ad oggi, non ci siamo mai incontrate, se non in video call. Eppure giorno dopo giorno continuiamo a lavorare insieme, con determinazione e tenacia, con il fine comune di realizzare questo film partecipato”. Il cui obiettivo finale e’ raccontare la pandemia “dominata pubblicamente da uomini (politici, virologi, economisti)” con “la voce delle donne”, cambiando punto di vista. “Il nostro non e’ stato un lavoro di raccolta di materiale video ma abbiamo unito i tasselli di un mosaico di memorie digitali della pandemia- concludono le promotrici dell’iniziativa- Lo abbiamo fatto instaurando con le donne protagoniste un rapporto fiduciario che si e’ definito nel tempo, video dopo video, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Ne sono venute fuori centinaia di ore di girato, realizzato con diversi supporti. Ora, vogliamo andare avanti in questo lavoro per soffermarci sulle sfumature, concependo un lavoro di indagine poetica che superi i limiti dell’oggi e dell’urgenza del Covid-19”.