Amazzonia: addio a Christopher Clark, eco-guerriero di Xixuau

“L’Amazzonia ha perso un suo fratello”. È uno dei tanti commenti che, sui social network, sono seguiti all’annuncio della scomparsa di Christopher Clark, il fondatore della riserva naturale di Xixuau-Xiparina, un parco di 581.000 ettari a nord di Manaus, nell’Amazzonia brasiliana. L’autore del post e’ il fratello Regan Frances, che ha riferito che Clark si […]

“L’Amazzonia ha perso un suo fratello”. È uno dei tanti commenti che, sui social network, sono seguiti all’annuncio della scomparsa di Christopher Clark, il fondatore della riserva naturale di Xixuau-Xiparina, un parco di 581.000 ettari a nord di Manaus, nell’Amazzonia brasiliana. L’autore del post e’ il fratello Regan Frances, che ha riferito che Clark si e’ spento il 10 luglio dopo una lunga malattia che lo aveva costretto a lasciare il Brasile per curarsi nel Regno Unito, “circondato dall’amore dei suoi cari”. L’attivista, di origine scozzese, ha investito la propria vita per difendere l’Amazzonia. Verso la seconda meta’ degli anni Ottanta decise di vivere tra le comunita’ della valle del Rio Jauaperi, ottenendo pero’ solo nel 2000 che l’area venisse proclamata parco naturale dal governo. Sin dall’inizio, l’obiettivo fu quello di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e di proteggere la biodiversita’ della foresta, minacciata da sregolate attivita’ economiche, leggi inadeguate e dalla mancanza di sensibilita’ per la tutela del patrimonio ambientale. “Chris e’ stato un eco-guerriero pionieristico e visionario” ha scritto il fratello. “Il lavoro che ha realizzato nella sua vita ha permesso di salvare enormi porzioni della foresta pluviale, che lui tanto amava. La sua scomparsa e’ una perdita enorme per l’Amazzonia, per le sue figlie e per tutti noi”.

A settembre dello scorso anno l’agenzia Dire aveva intervistato Clark per parlare degli incendi che stavano devastando l’Amazzonia in quei mesi e dei diritti delle popolazioni che vivono all’interno della foresta. “Grazie al progetto ‘Visit Amazonia’ – aveva sottolineato Clark – abbiamo portato migliaia di turisti che hanno permesso agli abitanti locali di lavorare come autisti, cuochi, guide. Anche le donne, grazie ai corsi di formazione, hanno potuto trovare un impiego”. Forti anche i legami con l’Italia, dove Clark compi’ gli studi universitari. Negli anni poi, sono stati attivati diversi progetti di ricerca con gli atenei per studiare la biodiversita’ della riserva Xixuau-Xiparina. Nonostante l’impegno per tutelare la foresta, Clark aveva denunciato l’aumento delle attivita’ illecite, come la pesca di frodo o la caccia alle specie protette, nonche’ le “attivita’ sconsiderate di tante multinazionali”. Alla Dire Clark aveva affidato un appello a unirsi “per salvare cio’ che e’ rimasto del mondo naturale, che e’ molto poco e si sta riducendo sempre di piu’ a causa dell’uomo”. L’attivista aveva aggiunto: “Chi e’ sensibile a questi temi deve visitare la vera Amazzonia prima che sia troppo tardi”.