Coronavirus. L’Esperta: “Non avremmo perso tempo se tutti vaccinati”

“C’e’ un solo risvolto positivo nel Covid-19 ed e’ il silenzio dei No Vax. Forse avremmo potuto risparmiare tempo all’inizio di questa pandemia se tutte le persone si fossero vaccinate contro l’influenza”. Non ci gira intorno Maria Carla Re, direttore della Microbiologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e responsabile del Centro di riferimento regionale per […]

“C’e’ un solo risvolto positivo nel Covid-19 ed e’ il silenzio dei No Vax. Forse avremmo potuto risparmiare tempo all’inizio di questa pandemia se tutte le persone si fossero vaccinate contro l’influenza”. Non ci gira intorno Maria Carla Re, direttore della Microbiologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e responsabile del Centro di riferimento regionale per l’emergenze microbiologiche, in prima linea in questi mesi di emergenza nell’esecuzione dei tamponi per la diagnosi da covid. Ed e’ proprio questo il punto che Re tocca nell’intervista pubblicata sull’ultimo numero del Bollettino dell’Ordine dei medici di Bologna. Durante l’emergenza, afferma l’esperta, proprio a causa di chi non si e’ vaccinato, “abbiamo fatto tamponi a chi magari aveva solo l’influenza, rubando tempo a chi cercava di sopravvivere”.
Tra l’altro, aggiunge Re, “le due patologie possono sommarsi, aumentando il rischio di complicanze. Ogni anno l’influenza ha costi sociali ed economici altissimi. Mi auguro che questa dura lezione, che mai avrei voluto vivere, ci serva per il futuro”.
Secondo la microbiologa, oggi e’ sempre piu’ necessario “attivare e applicare la prevenzione. Bisogna bloccare il fenomeno indicato come ‘vaccine hesitancy’, caratteristica frequentemente osservata nei Paesi industrializzati”. Cioe’, bisogna “fare capire i rischi che si incorrono non vaccinandosi, essere il grado di sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili, sostenendo la ricerca di base e la ricerca clinica”. Ad oggi, ragiona Re, “viviamo un grande momento di prevenzione proprio grazie ai vaccini. Sicuri e protettivi, rappresentano uno strumento fondamentale per la prevenzione di diverse malattie infettive e uno degli interventi piu’ efficaci in sanita’ pubblica, anche se troppo spesso osteggiati e negati da alcune comunita’”. Secondo la numero uno della microbiologia del Sant’Orsola, “possiamo dire con grande certezza che la disponibilita’ dei vaccini e la possibilita’ di nuovi farmaci, non solo antibatterici ma anche antivirali, hanno completamente cambiato la situazione e offerto a chiunque un grande ventaglio di possibilita’”. Dalla ricerca biomedica, continua Re, negli ultimi decenni e’ arrivata una “tale quantita’ di elementi positivi per la salute umana” che ormai “l’opinione pubblica non si stupisce piu’ degli enormi successi e dei grandi positivi riflessi sulla salute dell’uomo. Anzi, quando una situazione clinica non evolve positivamente come nelle aspettative generali, e’ subito pronta l’accusa di malasanita’”. Al contrario, afferma Re, “bisogna rendersi conto che siamo ancora lontani dal possedere le conoscenze necessarie e sufficienti a controllare tutte le situazioni patologiche e che la continua evoluzione degli usi e dei costumi, la globalizzazione degli scambi di merci e popolazioni, e il continuo mutare delle condizioni climatiche, ci pone sempre di fronte a nuove cause di malattia. E gli scenari microbiologici sono sempre piu’ ampi”.