Cultura. Maxxi tra Roma e L’Aquila, da fine gennaio 9 corsi alta formazione

Dopo il successo delle precedenti edizioni, nel 2021 cresce ancora l’offerta formativa del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo che ha la sua sede principale a Roma, con la quinta edizione di Maxxi Know-How, il programma di corsi di alta formazione organizzato dal museo che prende il via alla fine di gennaio. […]

Dopo il successo delle precedenti edizioni, nel 2021 cresce ancora l’offerta formativa del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo che ha la sua sede principale a Roma, con la quinta edizione di Maxxi Know-How, il programma di corsi di alta formazione organizzato dal museo che prende il via alla fine di gennaio. Avviato nel 2017, al progetto hanno partecipato oltre 800 giovani professionisti, di cui 500 solo nel 2020. Nel 2021 il Maxxi propone 9 corsi, in parte online e in parte in presenza a L’Aquila (compatibilmente con le norme anticovid), per contribuire alla crescita di figure professionali per le quali e’ richiesta sempre una maggiore competenza. Dalla curatela di mostre alla cura della collezione, dal progetto di allestimento alla comunicazione e marketing digitale, dalla fotografia alla legislazione e gestione dei beni culturali, passando per l’editoria e la progettazione urbana, i corsi esplorano e approfondiscono diversi aspetti del lavoro in ambito culturale. Le lezioni sono tenute da esperti del settore e alternano la teoria a laboratori di sperimentazione. I partecipanti sono scelti attraverso una open call sul sito www.maxxi.art/formazione, con l’obiettivo di creare gruppi multidisciplinari che mettano in dialogo profili e competenze diverse. Dice Pietro Barrera, segretario generale del Maxxi: “Mai come in questo momento, nel pieno della crisi pandemica, e’ importante la funzione formativa di un grande museo. Nonostante le difficolta’ del 2020, non abbiamo mai interrotto l’offerta formativa, anzi l’abbiamo implementata cogliendo l’opportunita’ delle piattaforme online. Formare significa investire sul futuro, dei giovani e della cultura, creando competenze non solo umanistiche ma anche tecnologiche e manageriali, sviluppando nuovi saperi e valorizzando nuovi mestieri. Insomma, scommettere sulla cultura per ricostruire l’Italia, la sua economia e il suo tessuto sociale”.