Libri. Nasce “Cronisti scalzi”, collana dedicata a Giancarlo Siani

Una nuova collana di libri, “Cronisti scalzi”, per onorare la memoria di Giancarlo Siani e una professione troppo spesso portata avanti da giornalisti precari. A promuoverla Iod edizioni con “l’ambizione di raccogliere i racconti, le narrazioni e le storie di giovani cronisti delle periferie, dentro e fuori le mura delle nostre citta’, impegnati a resistere […]

Una nuova collana di libri, “Cronisti scalzi”, per onorare la memoria di Giancarlo Siani e una professione troppo spesso portata avanti da giornalisti precari. A promuoverla Iod edizioni con “l’ambizione di raccogliere i racconti, le narrazioni e le storie di giovani cronisti delle periferie, dentro e fuori le mura delle nostre citta’, impegnati a resistere a un giornalismo che va sempre piu’ adeguandosi al conformismo del pensiero dominante e ai poteri forti”. “Siamo convinti – scrivono gli editori – che oggi piu’ che mai sia necessaria una nuova generazione di cronisti che sappiano vivere, con la mente e con il cuore, i quartieri, i vicoli e le piazze delle periferie degradate, per raccontare con passione i fatti e i volti delle persone che ogni giorno si impegnano per costruire nel loro piccolo una chiara e consapevole alternativa al degrado sociale e allo strapotere dei clan della camorra”. Nell’intento della Iod, fondata nel 2014, la voglia di “dare, spazio, insieme ad autorevoli voci del giornalismo d’inchiesta, a quei giovani giornalisti precari che continuano a essere presenti sul posto, a piedi scalzi, e che conservano la memoria, lo stile e il metodo di Giancarlo Siani, giornalista precario, ucciso dalla camorra la sera del 23 settembre del 1985, e definito da Erri De Luca ‘cronista scalzo'”. La collana si apre con il volume di Vincenzo Strino, “Secondi a nessuno. Storia di una rivoluzione pacifica a Secondigliano”. In 160 pagine l’autore, classe 1986, racconta una Secondigliano dove, da qualche anno, i clan non fanno piu’ paura. Un gruppo di ragazzi guida la riscossa, cominciando una nuova guerra, fatta di legalita’ e giustizia sociale, di visioni future e di gesti concreti. Questa volta senza fare morti, ma instillando fiducia e bellezza li’ dove c’erano solo diffidenza e degrado. Il libro e’ un racconto-manifesto di chi ha scelto di restare: studenti, lavoratori, disoccupati e giovani professionisti che decidono di fondare qualcosa di rivoluzionario, l’associazione Larsec, dove la bellezza e’ nelle mani di chi non si e’ arreso. Parte del ricavato delle vendite del libro andra’ proprio a Larsec per volonta’ dell’autore e d’accordo con la casa editrice.