Salute: isolamento genera ansia e perdita senso appartenenza

“Un periodo tanto protratto di limitazione e diradamento dei contatti con le persone, anche quando si tratta di legami fondamentali e costitutivi come gli affetti familiari, non puo’ che innescare meccanismi psicologici ansiogeni, che emergono chiaramente dai colloqui con i miei pazienti. Aleggia un senso di perdita delle proprie radici, del senso di appartenenza, che […]

“Un periodo tanto protratto di limitazione e diradamento dei contatti con le persone, anche quando si tratta di legami fondamentali e costitutivi come gli affetti familiari, non puo’ che innescare meccanismi psicologici ansiogeni, che emergono chiaramente dai colloqui con i miei pazienti. Aleggia un senso di perdita delle proprie radici, del senso di appartenenza, che peraltro era gia’ caratteristico prima della pandemia della nostra societa’ in cui i legami familiari sono piu’ laschi, soggetti a fratture, verrebbe da dire piu’ fluidi”. Cosi’ il presidente dell’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali (Iprs) e direttore della rivista di psicologia Dromo, Raffaele Bracalenti, in merito all’ennesima festivita’ che gli italiani passeranno in isolamento a causa delle restrizioni imposte dal governo. “Ma nel fondo si genera una nuova realta’ psichica, che potremmo definire di emancipazione, ma non scevra da rischi e da angosce. Psicoanaliticamente, se il senso della socialita’ trova il suo fondamento piu’ intimo, piu’ denso, nella consistenza dei rapporti familiari- continua- non sorprende di riscontrare anche clinicamente che rendere piu’ fragile questa dimensione piu’ familiare e piu’ intima rischia di indebolire e minare la socialita’ nel suo complesso, innescando una sorta di evoluzione verso un individuo forse piu’ autonomo, ma anche piu’ solo. Si e’ molto enfatizzato il fatto che questa pandemia colpisce in particolare le persone piu’ anziane- aggiunge Bracalenti- fa strage di nonni. Il venir meno di queste figure produce una sensazione di orfanita’ generalizzata. Da questo punto di vista, il parallelismo, assai abusato, con la guerra e’ particolarmente poco calzante. Le guerre, infatti, tipicamente uccidono i giovani e risparmiano i vecchi- conclude- all’epoca del covid avviene esattamente il contrario”.