Nucleare. Fukushima, enormi rischi rilascio acque in mare

Il governo giapponese, in una riunione che si terra’ domani, potrebbe decidere di scaricare nell’oceano 1,23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva proveniente da Fukushima. Ad opporsi molte ONG e gruppi di cittadini che chiedono con forza che questa opzione venga accantonata. Per chiedere al Governo di fermarsi, Greenpeace ha raccolto 183.754 firme in Giappone […]

Il governo giapponese, in una riunione che si terra’ domani, potrebbe decidere di scaricare nell’oceano 1,23 milioni di tonnellate di acqua radioattiva proveniente da Fukushima. Ad opporsi molte ONG e gruppi di cittadini che chiedono con forza che questa opzione venga accantonata. Per chiedere al Governo di fermarsi, Greenpeace ha raccolto 183.754 firme in Giappone e Corea del Sud. “Se il Governo dovesse decidere di rilasciare acqua radioattiva nell’oceano, certificherebbe che le audizioni pubbliche e gli incontri con i gruppi di pescatori che lo stesso esecutivo ha tenuto sono stati una pura formalita’, dato che l’opinione pubblica e’ chiaramente contraria a questa eventualita’”, dichiara Kazue Suzuki, Campagna Clima ed Energia di Greenpeace Giappone. “L’attuale regolamento non limita la quantita’ totale di radioattivita’ da rilasciare e permette di rilasciarne molta solo se diluita. Alcuni dei radionuclidi da rilasciare hanno una durata di vita di migliaia o decine di migliaia di anni. La decisione di rilasciare l’acqua contaminata nell’oceano lascera’ enormi problemi per il futuro”, aggiunge Suzuki. La Tokyo Electric Power Company- TEPCO, la compagnia proprietaria dell’impianto di Fukushima, “sara’ responsabile dell’effettivo rilascio dell’acqua radioattiva”, ma “un recente scandalo sull’accesso di personale non autorizzato alla sala di controllo dell’impianto nucleare ha portato a dubbi sull’idoneita’ della compagnia nel gestire i materiali radioattivi”, si legge nella nota dell’associazione.
“La decisione di rilasciare l’acqua nell’oceano e’ insostenibile, se consideriamo l’incalcolabile impatto sull’ambiente e sulla comunita’ e teniamo conto delle capacita’ di TEPCO”, continua Suzuki. “Il governo giapponese dovrebbe continuare a conservare l’acqua contaminata nel sito di Fukushima Daiichi, mentre sviluppa la tecnologia per rimuovere le radiazioni” conclude.