Libri. Maria Montessori tra le femministe romane e la marchesa di Sorbello

‘Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti. Dall’imprenditoria femminile modernista alla creazione del Metodo’ (Fefè editore) racconta lo “straordinario intreccio virtuoso di operosità sociale ad esser trattato con grande ricchezza di documenti e testimonianze” nel libro di Claudia Pazzini, storica dell’arte ed esperta di didattica museale, dedicato alla figura di Maria Montessori. […]

‘Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti. Dall’imprenditoria femminile modernista alla creazione del Metodo’ (Fefè editore) racconta lo “straordinario intreccio virtuoso di operosità sociale ad esser trattato con grande ricchezza di documenti e testimonianze” nel libro di Claudia Pazzini, storica dell’arte ed esperta di didattica museale, dedicato alla figura di Maria Montessori. Così in una nota stampa. In Umbria, all’inizio del Novecento, una serie straordinaria di pratiche sociali e didattiche d’avanguardia si concentrò in un triangolo tra la villa Montesca dei baroni Granchetti a Città di Castello, Palazzo Sorbello a Perugia e la villa del Pischiello sul Trasimeno dei marchesi Ranieri di Sorbello. A guidarle- continua il comunicato- due amiche di origini newyorchesi: la baronessa Alice Franchetti e la marchesa Romeyne Ranieri di Sorbello. Due amiche di origini newyorchesi accomunate dalla frequentazione dei circoli intellettuali e femministi romani di primo Novecento e da ideali di rinnovamento sociale. Di qui passò Maria Montessori, aprendo le prime due scuole umbre: quella ben nota alla Montesca – dove scrisse il suo metodo – e l’altra, contemporanea ma finora mai indagata, voluta dalla marchesa Ranieri di Sorbello nella Villa del Pischiello.