Mar-a-Lago nega l’accesso a Epstein in seguito ai reclami di una dipendente

Ex dipendenti del centro benessere di Mar-a-Lago hanno raccontato al Wall Street Journal che, tra la fine degli anni Novanta e il 2003, il club di Donald Trump inviava regolarmente le proprie operatrici nella villa in Florida di Jeffrey Epstein per offrire massaggi, manicure e altri trattamenti a domicilio. Secondo il quotidiano, la pratica sarebbe […]

Ex dipendenti del centro benessere di Mar-a-Lago hanno raccontato al Wall Street Journal che, tra la fine degli anni Novanta e il 2003, il club di Donald Trump inviava regolarmente le proprie operatrici nella villa in Florida di Jeffrey Epstein per offrire massaggi, manicure e altri trattamenti a domicilio. Secondo il quotidiano, la pratica sarebbe proseguita per anni, nonostante alcuni membri dello staff avessero riferito di aver assistito a comportamenti sessualmente allusivi da parte dell’ex finanziere.

Il rapporto tra Epstein e Mar-a-Lago si interruppe nel 2003, dopo che un’estetista diciottenne, di ritorno da un incarico nella villa, denunciò ai responsabili del centro benessere di essere stata sottoposta a pressioni per intrattenere rapporti sessuali. Un manager decise di inviare un fax allo stesso Trump, sollecitando di vietare a Epstein l’ingresso nel club. “La lettera era ben scritta e si poteva cacciarlo”, avrebbe risposto l’allora proprietario di Mar-a-Lago.

Sempre secondo le testimonianze raccolte, Epstein non risultava socio pagante della struttura, ma Trump lo avrebbe trattato come tale, usufruendo peraltro di una tessera a lui intestata presso la spa. Gli appuntamenti venivano spesso prenotati a nome di Ghislaine Maxwell, sua storica collaboratrice.

Un malcontento nei confronti di Epstein covava già da tempo tra i frequentatori di Mar-a-Lago. Anche Marla Maples, seconda moglie di Trump, avrebbe più volte espresso ai collaboratori e allo stesso marito la propria diffidenza nei confronti di Epstein, sostenendo che “c’era qualcosa di strano” e dichiarando di non desiderare che Trump trascorresse del tempo con lui.

Interpellata dall’inchiesta del Wall Street Journal, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha definito le ricostruzioni “falsità e insinuazioni per diffamare il presidente”. “Non importa quante volte questa storia venga raccontata e ripetuta: il presidente non ha fatto nulla di male e ha cacciato Jeffrey Epstein da Mar-a-Lago perché era una persona spregevole”, ha aggiunto.