In un’intervista rilasciata alla Nbc, il presidente Donald Trump ha escluso un conflitto diretto tra Stati Uniti e Venezuela, specificando piuttosto che “siamo in guerra con chi vende droga”. Il capo della Casa Bianca ha poi esteso il concetto al flusso di detenuti diretto verso il territorio statunitense, parlando di chi “svuota le proprie prigioni nel nostro Paese” e di chi invia “i tossicodipendenti e i malati di mente”.
Riguardo alla possibilità di indire una nuova elezione presidenziale in Venezuela, Trump ha sottolineato la necessità di “risanare il Paese” prima di qualsiasi consultazione popolare. “Non si possono tenere elezioni, non c’è modo che la gente possa votare”, ha dichiarato, evidenziando condizioni che a suo avviso impedirebbero un processo elettorale regolare.
Alla domanda su un’eventuale tornata elettorale entro 30 giorni, il presidente ha risposto con un netto rifiuto: “No, ci vorrà del tempo. Dobbiamo prima riportare il Paese alla normalità”. Con queste parole, Trump ha rimarcato l’idea che il ristabilimento di ordine e sicurezza sia prerequisito imprescindibile per qualsiasi voto valido.