A Parigi si è aperta oggi una nuova riunione dei Paesi membri del gruppo dei “Volenterosi”, dedicata al sostegno all’Ucraina. All’incontro, ospitato dall’Eliseo, partecipano complessivamente 35 nazioni, di cui 27 rappresentate da capi di Stato o di governo. Tra questi, la premier italiana Giorgia Meloni. Secondo fonti presidenziali francesi, “Siamo riusciti in questo esercizio di riconvergenza tra l’Ucraina, l’Europa e l’America”.
Nel corso della giornata, il presidente Emmanuel Macron incontrerà separatamente il leader ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro canadese, Mark Carney. Alle 15:10 è previsto l’avvio dei lavori plenari, mentre alle 18:45 si terrà una conferenza stampa con Macron, Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer. Sempre secondo l’Eliseo, i partecipanti potranno rivelare soltanto “quello che il segreto militare gli permette di dire”.
Un passaggio importante della dichiarazione congiunta diffusa al termine di un incontro informale riguarda la sicurezza dell’Artico. I sette leader – Macron, Merz, Meloni, il primo ministro polacco Donald Tusk, lo spagnolo Pedro Sánchez, lo britannico Keir Starmer e la danese Mette Frederiksen – sottolineano che “La sicurezza dell’Artico rimane una priorità fondamentale per l’Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica. La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi”.
Intanto, proseguono i combattimenti sul fronte russo-ucraino. L’aeronautica militare di Kiev ha comunicato che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio le forze russe hanno lanciato un massiccio attacco con 61 droni da combattimento – tra cui modelli Shahed e Gerbera – partiti da Millerovo, Kursk, Oryol e dalla regione di Donetsk. Dall’altra parte, il ministero della Difesa di Mosca afferma di avere abbattuto 129 velivoli senza pilota ucraini, “sventando i tentativi del regime di Kiev di effettuare attacchi terroristici utilizzando 129 droni di tipo aereo diretti contro obiettivi situati nel territorio della Federazione russa”.