La procura di Roma ha disposto l’esame autoptico per i cinque giovani italiani deceduti nella strage del “Le Constellation” di Crans-Montana, le cui salme erano già rientrate in Italia per le esequie celebrate tra il 7 e l’8 gennaio. La decisione, presa a seguito dell’apertura di un fascicolo parallelo a quello della procura di Sion, è motivata dalla competenza dei magistrati capitolini sui reati commessi da o contro cittadini italiani all’estero. L’ipotesi di reato al momento è di omicidio plurimo, incendio e lesioni colpose, con indagini rivolte a identificare gli autori del massacro.
Per organizzare le autopsie, la procura di Roma ha delegato diversi uffici giudiziari: Milano per Achille Barosi e Chiara Costanzo, Bologna per Giovanni Tamburi, Genova per Emanuele Galeppini e infine Roma per Riccardo Minghetti. A Milano il pubblico ministero Carlo Salis ha già disposto la riesumazione delle due salme sedicenni e il “blocco delle salme”. I genitori di Barosi, Costanzo, Tamburi e Minghetti hanno scelto di non affidarsi a un legale né di presentare querele; i medici legali dovrebbero completare gli accertamenti entro la prossima settimana.
Per Emanuele Galeppini, invece, la famiglia si è rivolta all’avvocato Alessandro Vaccaro, che segue sia le indagini in Svizzera sia quelle in Italia. Vaccaro ha sollecitato le autorità del Canton Vallese a eseguire l’autopsia sul corpo del giovane golfista “dato che sul corpo del 16enne non sarebbero stati riscontrati segni di ustioni e non è ancora stato stabilito come sia morto”. “La salma dopo il funerale era in una camera ardente in attesa della cremazione. Tutto si è fermato, è stata prelevata per procedere all’autopsia”, ha dichiarato il legale a Fanpage. Ora resta in attesa degli sviluppi delle indagini.