Forze di difesa israeliane colpiscono postazioni di Hezbollah in più regioni del Libano

L’esercito israeliano ha reso noto di aver effettuato raid in “diverse aree” del Libano, con l’obiettivo di colpire depositi e un sito di produzione di armi impiegati per la “rimessa in efficienza e il rafforzamento militare dell’organizzazione terroristica Hezbollah”. Secondo il comunicato dell’Idf, sono stati presi di mira anche “diversi siti di lancio e lanciarazzi, […]

L’esercito israeliano ha reso noto di aver effettuato raid in “diverse aree” del Libano, con l’obiettivo di colpire depositi e un sito di produzione di armi impiegati per la “rimessa in efficienza e il rafforzamento militare dell’organizzazione terroristica Hezbollah”. Secondo il comunicato dell’Idf, sono stati presi di mira anche “diversi siti di lancio e lanciarazzi, così come strutture militari” utilizzate dal movimento sciita per attacchi contro il territorio israeliano. Nel corso delle operazioni è stato inoltre centrato un presunto miliziano di Hezbollah nell’area di Zaita, nel sud del Libano.

L’esercito di Tel Aviv ha definito queste azioni come una chiara “violazione degli accordi tra Israele e il Libano” e le ha presentate come risposta alle presunte infrazioni degli intesi di cessate il fuoco. Dalla parte libanese, l’Agenzia nazionale di informazione (Ani) ha confermato bombardamenti non solo nelle zone di confine, ma anche in aree più interne, come la valle della Bekaa, senza tuttavia segnalare vittime.

Il raid arriva il giorno dopo l’annuncio dell’esercito libanese di aver conseguito “gli obiettivi della prima fase” di un piano di disarmo di Hezbollah lungo il tratto di confine fino al fiume Litani. Washington esercita pressioni su Beirut affinché proceda al disarmo del movimento, indebolito dal conflitto dello scorso novembre con Israele.

Nonostante l’accordo che prevede il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese, lo Stato ebraico mantiene cinque punti strategici vicino al confine e continua a condurre azioni militari attraverso incursioni regolari. L’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito gli sforzi libanesi “un inizio incoraggiante”, ma li ha giudicati “ben lontani dall’essere sufficienti”.