Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito «obiettivi strategici» in Ucraina nella notte con il missile ipersonico Oreshnik, in risposta a quanto definito un «attacco terroristico perpetrato dal regime di Kiev» contro la residenza di Vladimir Putin a fine dicembre, episodio che Kiev respinge come «bugia». Numero e localizzazione precisa dei bersagli non sono stati specificati dalle autorità di Mosca.
Secondo fonti ucraine, le forze russe hanno impiegato complessivamente 242 droni, un missile balistico a medio raggio Oreshnik e 22 missili da crociera contro «infrastrutture civili e impianti energetici». L’offensiva ha causato quattro morti e decine di feriti in diverse regioni del Paese, mentre numerosi centri, tra cui la capitale, sono rimasti senza corrente e senza acqua. «Questa notte un drone russo ha danneggiato anche l’edificio dell’Ambasciata del Qatar», ha scritto il presidente Volodymyr Zelensky su Telegram.
Zelensky ha chiesto una «reazione netta del mondo, innanzitutto degli Stati Uniti», definendola «di vitale importanza» perché la Russia, a suo avviso, «presta davvero attenzione» alle posizioni americane. «La Russia deve ricevere segnali chiari: è suo dovere concentrarsi sulla diplomazia e deve avvertire ogni volta le conseguenze quando sceglie la strada delle uccisioni e della distruzione delle infrastrutture», ha aggiunto. Il capo dello Stato ha poi sottolineato che l’attacco è avvenuto durante un’ondata di gelo, colpendo «proprio la vita ordinaria di persone ordinarie», e ha ribadito l’urgenza di rafforzare le difese aeree ucraine: «La fornitura di sistemi di difesa aerea deve restare una priorità assoluta. Non possiamo perdere nemmeno un giorno nei rifornimenti, nella produzione, nelle intese». Infine, Zelensky ha assicurato che Kiev «informerà i partner a tutti i livelli su quanto accaduto e sulle misure di risposta necessarie».