Al largo di Palawan una semplice escursione si è trasformata in un’emergenza per nove turiste milanesi. Durante la sosta a Peña Plata, la barca che le trasportava è affondata all’improvviso, lasciandole in balìa delle onde per 45 minuti.
Privi di dispositivi di emergenza – né radio né razzi di segnalazione – i passeggeri hanno potuto fare affidamento soltanto sui giubbotti salvagente e su oggetti di fortuna rinvenuti a bordo, come corde, tavole di legno e salvagenti, per restare uniti e non disperdersi nella corrente. L’unico mezzo per chiedere aiuto è stato uno smartphone impermeabile, con cui è stato lanciato l’allarme a un compagno rimasto a terra.
Dopo tre quarti d’ora di paura, il personale dell’albergo ha raggiunto le turiste su una barca di soccorso, conducendole in salvo. Nonostante la lucidità dimostrata, il gruppo non nasconde il disappunto per la gestione dell’episodio da parte del capitano, ritenuto giovane e poco esperto.
Le turiste faranno rientro in Italia il 10 gennaio e hanno già presentato denuncia alla capitaneria di Port Barton, affinché sia avviata un’indagine sulle gravi carenze di sicurezza dell’imbarcazione. “Noi ci siamo dimostrate più intraprendenti del capitano, che era giovane e inesperto” racconta una di loro.