Gli investigatori italiani inviati a Crans-Montana per seguire le indagini sulla strage di Capodanno hanno definito i colleghi svizzeri “sbrigativi e infastiditi”. Nella relazione del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Viminale si sottolinea come, durante il sopralluogo del 4 gennaio al locale Le Constellation, il team elvetico abbia mostrato “visibilmente irrigiditi e frettolosi” atteggiamento nei confronti dei colleghi italiani.
All’interno del club, ancora allestito come la notte dell’incendio, le bottiglie di champagne erano rimaste sui tavoli con i loro candelotti, mentre la vernice verde della Scientifica delimitava l’area intorno alle scale d’uscita in cui “34 corpi sono stati trovati accatastati”. Le scale, unica via di fuga e di sicurezza, cedendo al peso delle vittime hanno anche divelto la ringhiera.
L’ispezione, condotta tra il 4 e il 5 gennaio da due medici legali specializzati in Disaster victim identification (Dvi), dall’esperto per la sicurezza del Viminale e da funzionari elvetici, è stata definita autorizzata ma di breve durata e “particolarmente frettolosa”. La delegazione italiana ha rilevato la presenza di un passaggio di servizio opposto all’ingresso, che di fatto conduceva a un vano ascensore, e ha chiesto chiarimenti agli inquirenti svizzeri. La loro risposta è stata che “non era agibile” e che “non erano titolati a esprimersi nel merito”.
Al momento i soli indagati a piede libero risultano i due titolari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Nessun funzionario preposto ai controlli sulle strutture è sotto inchiesta, nonostante il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, avesse assicurato che a Le Constellation non erano stati effettuati controlli tra il 2020 e il 2025.
Il dossier italiano evidenzia anche la decisione dell’autorità giudiziaria svizzera di non disporre le autopsie sui sei giovani italiani deceduti, i cui certificati di morte “non indicano la causa del decesso”. In Svizzera i cosiddetti “certificati medici di morte” restano coperti da segreto e sono accessibili solo in contesti giudiziari. Per questo, e anche per la volontà di alcune famiglie di procedere con la cremazione delle salme, la Procura di Roma ha delegato gli uffici inquirenti delle città di residenza delle vittime a eseguire autopsie.
Martedì 13 gennaio, alle 15.30, nell’Aula di Montecitorio si terranno le informative urgenti del governo sui fatti di Crans-Montana, con la partecipazione del ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.