Dopo la mancata nomina al Nobel per la Pace, il presidente degli Stati Uniti ha inviato una lettera al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ribadendo che, pur ritenendo la pace una priorità, intende ora concentrarsi “su ciò che è giusto e opportuno per gli Stati Uniti”. Tra gli obiettivi indicati figura il controllo completo della Groenlandia, da conquistare “a qualsiasi costo”, anche tramite l’imposizione di dazi contro chi ostacolasse tale operazione.
Nella missiva Trump contesta il diritto danese sull’isola, sostenendo che “non esistono documenti scritti” a sostegno della sovranità di Copenaghen e accusando la Danimarca di non essere in grado di difendere la Groenlandia dall’avanzata di Russia e Cina. Il presidente statunitense si è inoltre detto convinto di aver fatto “più di chiunque altro” per la Nato e di meritare ora un gesto di riconoscenza da parte dell’Alleanza.
Le affermazioni di Trump sono arrivate poco dopo un sms inviato dallo stesso Støre e dal presidente finlandese Alexander Stubb, con il quale i due leader chiedevano una de-escalation e proponevano un colloquio telefonico “per superare questa situazione e allentare le tensioni”. Il contatto, secondo quanto riferito, non si sarebbe tuttavia concretizzato.
Parallelamente, a Bruxelles il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen e il ministro degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt hanno incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte per proporre la creazione di una missione di monitoraggio nel Mare del Nord. “L’abbiamo proposta noi, il segretario generale ne ha preso atto e credo che ora potremo ottenere un quadro che ne definisca l’attuazione”, ha commentato Motzfeldt.
Sul fronte della comunicazione, Trump ha pubblicato sulla piattaforma Truth due immagini create con l’intelligenza artificiale. Nella prima, una mappa presente nello Studio Ovale mostra Canada e Groenlandia come territori statunitensi, circondato dai leader di Francia, Finlandia, Italia, Ucraina, Regno Unito ed Europa. Nella seconda, il presidente pianta una bandiera Usa sulla Groenlandia, affiancato dal vicepresidente James David Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio, accanto a un cartello che definisce l’isola un “territorio americano istituito nel 2026”.