Il presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato in conferenza stampa che si trasferirà nei prossimi giorni per mettere al sicuro la propria incolumità, denunciando l’esistenza di un piano per assassinarlo: “Devo confessare che tra due giorni mi trasferisco, cercando di evitare che mi uccidano”.
Petro ha poi raccontato di aver scampato un tentativo di omicidio avvenuto il giorno precedente durante uno spostamento in elicottero. Secondo quanto riferito dal capo dello Stato nel corso di un consiglio dei ministri trasmesso in diretta, la scorta avrebbe impedito l’atterraggio previsto nel dipartimento di Córdoba, sulla costa caraibica, per timore che “si sparasse” sul velivolo. Il presidente ha spiegato che né la sera né la mattina successiva sono state accese le luci necessarie alla manovra di avvicinamento e che l’elicottero, a bordo del quale viaggiavano anche i suoi figli, ha dovuto deviare verso il mare aperto per circa quattro ore prima di poter concludere il volo. “Non sono arrivato dove dovevo arrivare, ma sono arrivato”, ha commentato Petro.
La conferenza stampa è coincisa con la scomparsa della senatrice indigena Aida Quilcué, che fonti locali attribuiscono a un rapimento da parte di gruppi armati. L’episodio è avvenuto in una zona segnata dalla coltivazione di coca e dal controllo di dissidenti delle Farc, rimasti attivi nonostante l’accordo di pace del 2016.
Rivolgendosi direttamente ai presunti responsabili del sequestro, Petro ha chiesto l’immediata liberazione della parlamentare, definendo il rapimento una violazione di una “linea rossa”. Non è la prima volta che il presidente in carica dal 2022 accusa reti collegate al narcotraffico di voler attentare alla sua vita.