Un nuovo capitolo nell’uso dei droni per interventi di emergenza prende il via con un progetto pilota del Nucleo SAPR del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, presentato questa mattina a Palazzo Margherita. Fino al termine della stagione 2026, i velivoli a pilotaggio remoto saranno impiegati in modo continuativo nell’area sciistica di Campo Imperatore per attività di sorveglianza, monitoraggio valanghe e soccorso tecnico urgente in alta quota.
L’operatività si baserà su una sinergia tra le competenze specialistiche dei Vigili del Fuoco e il contributo delle istituzioni locali, con l’obiettivo di ridurre significativamente i tempi di intervento e garantire risposte tempestive in caso di emergenza. “Come al solito dimostrano non solo coraggio e ardimento ma anche grande capacità tecnica e professionale”, ha commentato il sindaco Pierluigi Biondi, sottolineando l’importanza di un presidio qualificato sul territorio. “È inoltre motivo di soddisfazione che L’Aquila sia ancora una volta scelta come luogo di riferimento per il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco”.
Secondo il direttore regionale Gennaro Tornatore, il progetto sperimentale si riallaccia alle prime operazioni con droni, avviate dopo il terremoto del 2009, e alla storica presenza della scuola nazionale per formatori di Fossa (AQ). “Questo progetto sperimentale non poteva che nascere in questo territorio, con cui i vigili del fuoco sono profondamente legati”, ha spiegato Tornatore, ricordando che dal 2016 sono state accumulate oltre 17.000 ore di volo per soccorso, monitoraggio e ricerca dispersi, di cui 2.000 in Abruzzo.
Anche il mondo turistico e ambientale ha espresso soddisfazione. Gianluca Museo, amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso, ha evidenziato come “Campo Imperatore è una stazione sempre più sicura” grazie alla collaborazione tra Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. Per Elsa Olivieri, direttore dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il progetto risponde alle esigenze di un territorio “altamente antropizzato” e prosegue un rapporto iniziato con le operazioni di monitoraggio durante gli incendi boschivi del 2017: “Garantire la sicurezza di un territorio altamente antropizzato, tutelando al contempo la flora e la fauna del parco”.