Meloni e nove leader Ue sollecitano la revisione dell’ETS e il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034

Dieci paesi dell’Unione europea – Italia, Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia – hanno inviato una lettera comune alle istituzioni di Bruxelles chiedendo un riesame approfondito del sistema di scambio delle quote di emissione di CO₂ (EtS). Tra le principali istanze vi è l’estensione delle quote gratuite oltre il 2034 […]

Dieci paesi dell’Unione europea – Italia, Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia – hanno inviato una lettera comune alle istituzioni di Bruxelles chiedendo un riesame approfondito del sistema di scambio delle quote di emissione di CO₂ (EtS). Tra le principali istanze vi è l’estensione delle quote gratuite oltre il 2034 e un “approccio graduale all’eliminazione delle quote gratuite a partire dal 2028”.

I capi di Stato e di governo sollecitano inoltre di anticipare la revisione del regolamento entro la fine di maggio, anziché ai tempi previsti. Secondo il testo, la riforma dovrà garantire un equilibrio tra gli obiettivi climatici e la competitività delle industrie, soprattutto nei paesi più dipendenti dai combustibili fossili.

Una fonte diplomatica europea, intervenuta prima del vertice Ue, ha sottolineato che il sistema EtS “è essenziale per la nostra transizione energetica e industriale” e rappresenta lo strumento più efficace “per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili”. Nel commento si è evidenziato come le crisi attuali rivelino la necessità di proseguire senza ritardi nell’attuazione delle misure previste.

Al contempo, Bruxelles starebbe valutando modifiche puntuali e temporanee a vantaggio di alcuni Stati membri, per attenuare l’impatto economico delle nuove regole senza mettere in discussione gli obiettivi di riduzione delle emissioni.