Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre ospiterà venerdì 17 aprile alle 18.00 il monologo Eleonora Duse: nel silenzio, l’anima, scritto e interpretato da Sara Morante. L’appuntamento offre al pubblico un’immersione nell’esperienza interiore dell’attrice italiana durante la serata del 5 maggio 1921, data che segna il suo ritorno sulle scene dopo il ritiro del 1909.
Sul palco, Morante dà voce al racconto intimo di Eleonora Duse: un viaggio che ripercorre memorie d’infanzia, tensioni artistiche, dolore e passione, alternando silenzi e lampi di luce. Lo spettacolo richiama anche le parole di Gabriele d’Annunzio e indaga il dualismo tra la donna e “la Divina Duse”, sottolineando l’idea dell’arte come metamorfosi e rifugio dell’anima.
Come osserva Anna Sica, professore ordinario di Discipline dello spettacolo all’Università di Palermo:
«Negli anni, Sara Morante ha intrecciato l’illusione di verità e vita, il confine che si riesce a far emergere dalle prove, dalle lettere, dai testi, da quello che ci è rimasto di documentazione e della quotidianità di Eleonora Duse, la grande tragica, che però è sempre filtrato dalla esperienza della scena. Con passione e precisione, Sara Morante ha raccolto e selezionato i materiali, levigandoli come pietre, per costruire un’opera d’arte e di poesia unica. Sono momenti di contesti sentimentali dell’attrice, forse veri, forse no: buio, luce, fuoco, silenzio. Dove tende l’ago della bilancia nel racconto di questi frammenti? Dove c’è più Eleonora, e dove Eleonora invece è sempre e soltanto la Divina Duse, e quanto di Eleonora c’è, nella Divina Duse: questo è Nel silenzio, l’anima di Sara Morante.»
«L’arte è sempre stata per me un rifugio – la mia unica consolazione: la sola.» Eleonora Duse
Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh, 21 aprile 1924) è considerata la pioniera della recitazione moderna. Celebrata in Europa e nelle Americhe nonostante recitasse esclusivamente in italiano, divenne celebre per la sua interpretazione spontanea e introspettiva. Dopo aver lasciato le scene nel 1909, tornò in teatro nel maggio 1921 a Torino. L’ultima tournée negli Stati Uniti si concluse prematuramente a causa di una malattia che la portò alla morte. Il suo desiderio di riposo la volle sepolta ad Asolo. Tra i legami più significativi si ricordano quelli con Arrigo Boito, Aleksandr Volkov e Gabriele d’Annunzio. A oltre un secolo dalla scomparsa, il fascino della sua arte resta “il mistero della sua irripetibile arte”, secondo Hugo von Hofmannsthal.
Sara Morante, nata a L’Aquila e adottata da Berlino, ha un passato in giurisprudenza e nel volontariato internazionale. Dal 2009, anno del terremoto che ha colpito la sua città, si è dedicata alla recitazione, formandosi con Cathy Haase dell’Actors Studio di New York e con Mike Bernardin a Berlino. Ha collaborato con la DFFB – Accademia Tedesca del Cinema e della Televisione e ha portato i suoi studi su Duse in sedi accademiche e gallerie d’arte. Con Anna Sica ha curato la revisione dell’epistolario di Aleksandr Volkov in D’amore e d’arte. Le lettere a Eleonora Duse (Mimesis 2021).
Fondata nel 2004, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre si dedica alla conservazione e valorizzazione dell’archivio accademico e librario raccolto dallo storico dell’arte Giorgio de Marchis. L’archivio comprende quasi 200.000 pezzi, tra manifesti, inviti e cataloghi. La biblioteca, ricca di monografie e saggi, documenta gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018, la Fondazione è ospitata al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, aperto a eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.