Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Dopo la conferma della vittoria elettorale in Ungheria, Peter Magyar ha delineato le sue priorità di politica estera, a partire dai rapporti con l’Italia. In una conferenza stampa tenuta per la prima volta da leader politico eletto, il capo del partito vincitore ha dichiarato di non aver ancora avuto contatti diretti con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni né con il vicepresidente Antonio Tajani, ma di essere “più che felice” di avviarli. L’Italia resta, ha detto, “uno dei miei Paesi preferiti” e con Budapest esiste un’alleanza “forte anche per ragioni storiche”, dalla quale bisogna “cogliere le opportunità di cooperazione”.
Relativamente a un eventuale incontro con Meloni, Magyar ha spiegato: “Vorrei incontrare” Meloni “di persona, ha ottenuto grandi risultati partendo da condizioni difficili ed è riuscita a ristabilire la stabilità. Sta facendo un ottimo lavoro”. Ha poi aggiunto che “se qualcuno ha buoni rapporti personali con Orban non significa che non potremo avere altrettanto un buon rapporto”.
Il premier designato ha toccato anche il tema dei rapporti con Mosca. Rispondendo a una domanda su un possibile colloquio con Vladimir Putin, ha affermato: “Se parlassimo”, con Vladimir Putin, “potrei dirgli che sarebbe bello porre fine alle uccisioni dopo quattro anni e terminare la guerra”. Ha però precisato che “probabilmente sarebbe una conversazione telefonica breve e non credo che porrebbe fine alla guerra su mio consiglio”.
Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha confermato all’agenzia Tass che al momento non sono previsti contatti diretti tra Putin e Magyar, pur auspicando che “avvengano prima o poi”. In precedenza lo stesso portavoce aveva sottolineato che la Russia non si sarebbe congratulata con il vincitore delle elezioni ungheresi, definendo l’Ungheria “un Paese non amico che sostiene le sanzioni” contro Mosca.