Fao: blocco del traffico nello stretto di Hormuz mette a rischio l’approvvigionamento alimentare mondiale

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Le navi cariche di fertilizzanti, combustibili e altri input agricoli fondamentali dipendono in larga parte dal passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), tra il 20 e il 45% di queste forniture raggiunge i mercati globali proprio via […]

Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Le navi cariche di fertilizzanti, combustibili e altri input agricoli fondamentali dipendono in larga parte dal passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), tra il 20 e il 45% di queste forniture raggiunge i mercati globali proprio via mare in quel tratto. Una qualsiasi interruzione o ritardo negli approvvigionamenti rischierebbe di ridurre le rese agricole entro la fine dell’anno e anche nel 2027, con un conseguente aumento dei prezzi delle materie prime alimentari e dell’inflazione al dettaglio.

L’economista capo della Fao, Maximo Torero, avverte che “il tempo stringe, e i calendari delle colture mettono i Paesi più poveri a maggior rischio di scarsità e prezzi elevati di fertilizzanti ed energia”. In un podcast diffuso insieme a David Laborde, direttore della divisione di Economia agroalimentare dell’organizzazione, Torero sottolinea che una flessione dei raccolti porterebbe a un rincaro delle materie prime e a una nuova escalation dei prezzi alimentari. “L’ultima cosa che vogliamo è una riduzione dei raccolti, un aumento dei prezzi delle materie prime e un’inflazione alimentare per il prossimo anno”, afferma, aggiungendo che le autorità potrebbero sentirsi costrette ad abbassare i prezzi interni con misure che finirebbero per alzare i tassi di interesse e frenare la crescita economica globale.

Dopo un marzo caratterizzato da un Indice dei prezzi alimentari della Fao relativamente stabile—grazie all’abbondanza di cereali—la pressione sui mercati è aumentata in aprile e potrebbe accentuarsi in maggio. Gli agricoltori, spinti dall’incertezza sulla disponibilità di fertilizzanti, potrebbero rivedere i piani di semina o destinare parte delle risorse ai biocarburanti per sfruttare i prezzi elevati del petrolio, riducendo così l’offerta di prodotti destinati al mercato alimentare.

Per evitare uno stallo prolungato nello Stretto di Hormuz e le sue ripercussioni sui raccolti, la Fao invita le istituzioni multilaterali a predisporre finanziamenti a favore dei Paesi che rischiano di restare senza accesso ai nutrienti indispensabili, visto che le semine sono già iniziate. Torero indica come possibili strumenti il meccanismo di assistenza alle bilance dei pagamenti del Fondo Monetario Internazionale e la “Finestra per gli shock alimentari”, nato dal pacchetto di finanziamento per le importazioni proposto dalla Fao nel 2022. Queste soluzioni, spiega, consentirebbero di procurare fertilizzanti rapidamente senza scatenare una competizione distorta sui sussidi.