Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Durante la sua tappa in Algeria, papa Leone XIV ha rivolto un duro richiamo contro chi esercita il potere con arroganza e decide le sorti dei conflitti. Davanti ai fedeli ha sottolineato che “Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne” e ha aggiunto: “Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno”.
Nella città di Annaba il Pontefice ha visitato la Casa di accoglienza per anziani gestita dalle Piccole Sorelle dei Poveri, lodando l’impegno delle suore a favore dei più fragili. Successivamente si è recato al sito archeologico, antica sede episcopale profondamente legata a Sant’Agostino, uno dei massimi pensatori cristiani. Qui ha piantato un ulivo, simbolo di speranza e di riconciliazione.
Il Pontefice ha inoltre inviato un messaggio ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali dedicata all’uso del potere nel contesto globale. Rivolgendosi agli studiosi, ha affermato: “La concezione del potere legittimo trova una delle sue massime espressioni nell’autentica democrazia, lungi dall’essere una mera procedura, la democrazia riconosce la dignità di ogni persona”. Ha tuttavia messo in guardia: “Tuttavia, rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. In mancanza di questo fondamento, rischia di trasformarsi in una tirannia maggioritaria o in una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche”.
Alcuni osservatori hanno visto in tali parole un implicito riferimento alle recenti dichiarazioni di Donald Trump, interpretando il richiamo del Papa come un invito a rispettare principi etici nella gestione del potere politico.