Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – Durante la notte i sistemi radar romeni hanno rilevato un drone entrato nello spazio aereo nazionale durante un’offensiva russa contro l’Ucraina. L’apparecchio ha varcato il confine nei pressi di Chilia Veche, sul Danubio, per poi sparire dai radar a sud-est del villaggio. Lo ha comunicato il ministero della Difesa di Bucarest, precisando che una squadra militare è stata inviata sul posto per svolgere ricognizioni.
La Romania, membro dell’Unione europea e della NATO, condividere un confine terrestre di 650 chilometri con l’Ucraina e in passato ha già subito intrusioni di droni e la caduta di frammenti di velivoli. In una nota ufficiale il dicastero ha definito le operazioni della Federazione Russa «una minaccia alla sicurezza regionale e una grave violazione del diritto internazionale».
Nel frattempo, a Praga il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha reso noto che grazie all’iniziativa della Repubblica Ceca sono già arrivati in Ucraina oltre quattro milioni di colpi di munizioni. «Più di 4 milioni di colpi di munizioni sono arrivati in Ucraina. E sollecito i paesi che ci stanno ascoltando, e gli altri 31 alleati, a continuare a finanziarla, in modo che l’Ucraina riceva le munizioni di cui ha bisogno», ha affermato Rutte.
Sul versante russo, il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato di aver abbattuto 62 droni ucraini nella notte. «La scorsa notte, sono stati sventati i tentativi del regime di Kiev di effettuare attacchi terroristici utilizzando 62 droni di tipo aereo diretti contro obiettivi situati nel territorio della Federazione Russa», si legge nella comunicazione ufficiale.