Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). – L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) avverte che i depositi europei di carburante per aerei potrebbero esaurirsi in circa sei settimane se le forniture di petrolio rimanessero bloccate a causa di un’escalation del conflitto con l’Iran. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA, ha definito la situazione “la più grande crisi energetica di sempre” e ha sottolineato il rischio di cancellazioni di voli se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso.
Secondo Birol, il protrarsi delle tensioni potrebbe determinare un aumento globale dei prezzi di benzina, gas naturale ed elettricità, con “implicazioni importanti per l’economia globale”. Il capo dell’Agenzia ha evidenziato come i rincari risultino più gravosi in alcune aree rispetto ad altre, indicando i paesi asiatici – tra cui Giappone, Corea, India, Cina, Pakistan e Bangladesh – come “la linea del fronte”. Anche in Europa e nelle Americhe, ha aggiunto, si avvertiranno gli effetti, fino ad arrivare alla possibile indisponibilità di carburante per rotte intraeuropee: “posso dirvi che presto sentiremo la notizia che alcuni voli dalla città A alla città B potrebbero essere cancellati a causa della mancanza di carburante per aerei”.
Bruxelles, tuttavia, respinge l’ipotesi di una carenza generalizzata. “Non ci sono indicazioni di una carenza sistematica di carburante che possa portare a cancellazioni di voli su larga scala. Stiamo monitorando attentamente, anche in collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’energia”, ha dichiarato una portavoce della Commissione europea durante un briefing con la stampa. “Queste decisioni prese dai singoli aeroporti sono di loro esclusiva competenza, ma non stiamo assistendo a una carenza sistematica e diffusa di carburante”.
Anna-Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione per l’Energia, ha precisato che “le raffinerie dell’Ue coprono circa il 70% del consumo dell’Ue, mentre il resto proviene dalle importazioni” e che, finora, “le forniture di greggio alle raffinerie Ue sono rimaste stabili senza necessità di ulteriori rilasci di scorte al momento, tuttavia la situazione del carburante per aerei rimane la nostra preoccupazione principale”. In vista di un eventuale prolungamento della crisi nello Stretto di Hormuz, la Commissione non esclude “un’azione coordinata per quanto riguarda il carburante per aerei”. Il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio, riunitosi giovedì, ha confermato l’assenza di carenze immediate, pur riconoscendo la necessità di prepararsi a eventuali interruzioni nelle forniture di jet fuel.